La Leonessa dopo il successo nella prima gara casalinga della stagione si prepara a tornare in trasferta e il programma della terza giornata di campionato prevede la sfida con i Fiorenzuola Bees. Non sarà, quindi, una gara come tutte le altre per la famiglia Frosini visto per che proprio sul parquet del PalArquato andrà in scena il primo derby di famiglia tra i due gemelli, Francesco con la maglia di Brescia e Massimo con quella di Fiorenzuola.
«Sarà la prima volta in assoluto che ci affrontiamo in una gara ufficiale e sarà davvero strano non passargli la palla – ha subito ammesso Francesco, il giocatore della Leonessa –. Abbiamo sempre giocato insieme, fin da bambini, per cui sarà un’emozione, ma sarà anche strano».
Stesso sentimento
Anche per l’attuale esterno di Fiorenzuola quella di domenica è una data da segnare sul calendario: «È una grande emozione poter affrontare mio fratello per la prima volta, sapevamo che le nostre strade avrebbero dovuto dividersi prima o poi, sarà molto interessante».
Le strade si sono separate dopo un ottimo percorso nel settore giovanile della Scaligera Verona, questa è la prima vera stagione nel mondo senior per entrambi, che però hanno fatto due scelte molto diverse. «Mio fratello ha scelto subito perché ha avuto la proposta appena abbiamo finito le finali nazionali U19 – ha spiegato Francesco – io invece mi sono preso un po’ di tempo per valutare e alla fine ho scelto Brescia perché avevo la possibilità di allenarmi e di misurarmi quotidianamente con giocatori di altissimo livello». Massimo, invece, si è fatto subito convincere dal progetto dei Bees: «Volevo subito mettermi in gioco per testare il mio livello e Fiorenzuola mi è sembrata il posto più adatto per farlo, avendomi anche garantito dello spazio».
Attesa
Non sappiamo se domenica arriverà il fatidico momento del duello in campo, ma intanto il numero 12 bresciano è in vantaggio, almeno nelle sfide non ufficiali: «Diciamo che fino a quest’estate le sfide in 1 contro 1 al campetto o nel giardino di casa le ho vinte io». Dato confermato anche dal fratello: «È vero che per ora vince lui, abbiamo anche caratteristiche molto diverse, ma non vedo l’ora di poterci sfidare anche in un campionato ufficiale».
Il legame chiaramente è strettissimo tra i due sia in campo che fuori e non potrebbe essere altrimenti: «Ci sentiamo ogni giorno, ci confrontiamo su come sono gli allenamenti e com’è il livello del campionato, ma niente di specifico sulle nostre squadre e sui nostri schemi, quelli li teniamo segreti – hanno confessato all’unisono – però ogni volta che c’è l’occasione torniamo a casa per passare del tempo assieme».
Figli d’arte
Sono figli d’arte, il padre Alessandro ha vinto tutto con la maglia della Virtus Bologna ed è stato uno dei migliori italiani del nostro campionato tra la fine degli anni 90 e l’inizio dei 2000: «Mi sarebbe piaciuto moltissimo vederlo dal vivo, ma non ero ancora nato. Portare il suo nome sulla maglia non mi pesa – ha spiegato Francesco che ha scelto anche lo stesso numero –. Anzi, mi fa molto piacere e cercherò sempre di portarlo il più in alto possibile». Anche per Massimo il cognome sulla maglia è solo un plus: «È un grande stimolo vedere quello che ha fatto nostro padre, voglio provare a replicarne il percorso».




