La sconfitta di domenica scorsa, al PalaLeonessa, contro Piazza Armerina, ha generato il desiderio di vedere dall’A2A Leonessa Brescia «una risposta sul piano agonistico e una risposta dal punto di vista tecnico». Il coach di Brescia Marco Calvani ne parla nella conferenza stampa che introduce al match contro Orzinuovi, in programma al PalaBertocchi, domenica, alle 18. Per il sessantatreenne romano si tratta peraltro del ritorno in un palazzetto che l’ha visto protagonista. Nella stagione 2022-2023, sempre in serie B Nazionale, a Orzi vinse Coppa Italia e Supercoppa. A fine anno la squadra salì in A2, anche se non direttamente dal campo.
Cosa migliorare
Se la questione agonistica non richiede grandi spiegazioni (serve tutt’altro piglio rispetto a quello visto domenica scorsa), sul piano tecnico Calvani chiede «di limitare le occasioni in cui si concede all’avversario, in situazioni di uno contro uno, di arrivare al ferro». In difesa serve inoltre «maggiore presenza sul lato debole». Infine, in attacco bisogna migliorare «la selezione dei tiri sui close-out».
L’allenatore, in settimana, ha visto i propri giocatori «particolarmente attenti durante i meeting, e pronti a trasformare la teoria in pratica, una volta passati in campo». L’altroieri la Leonessa si è focalizzata sul lavoro difensivo, ieri sull’attacco. Poi, Calvani è sempre consapevole - e ha alle spalle una carriera molto lunga - che un’ottima settimana di allenamenti può portare a una pessima partita, e allenamenti pessimi possono essere il prologo di una grande prestazione. «Ma questo - sorride il coach - è lo sport».
Non uguale alle altre
La partita con Orzinuovi è un derby. Il fatto che venga giocato dopo la prima, forse inattesa sconfitta non è un problema. «Le partite vanno giocate tutte - ricorda Calvani -. Il nostro obiettivo, adesso, è arrivare o primi o secondi al termine del girone di andata, per partecipare alla Coppa Italia. Il nostro compito è quello di farci trovare pronti verso questo target».
La chiacchierata con Calvani spazia poi tra campo e psicologia. Perché, contro Piazza Armerina, l’A2A ha saputo anche costruirsi buoni tiri. E ha pure avuto a disposizione tanti giri dalla lunetta. Ma ha segnato poco. «Dopo un errore subentra la frustrazione - ricorda l’allenatore -. Ma i giocatori non sono macchine, sono esseri umani, indipendentemente dallo stipendio che percepiscono. Il mio compito è anche quello di aiutarli a trovare fiducia».




