Adriano Bazan, guardia di vent’anni, è uno dei pupilli di coach Marco Calvani. Eric Lombardi, ala trentatreenne, ritrova Brescia nella propria maturità cestistica dopo l’esperienza della stagione 2012-2013. Mattia Santinon, play-guardia, 20 anni, è... l’inatteso trait d’union tra la passata stagione e questo nuovo capitolo. Luca Vencato, playmaker trentunenne, è il giocatore chiamato a essere profeta in patria. Proseguono a ritmo serrato (in questi giorni con l’aggregato Alberto Bedin, lungo) gli allenamenti della A2A Leonessa Brescia e, di pari passo, proseguono i «round» d’interviste attraverso le quali i giocatori si presentano, mentre ieri è arrivato in città Christian Burns, pronto a iniziare oggi, col primo allenamento, la propria terza esperienza all’ombra del Cidneo.
Le parole
«Essere qui è ragione di responsabilità e orgoglio insieme – afferma Bazan, giocatore fortemente voluto dall’allenatore –. Alla Virtus Roma, lo scorso anno, con lui mi sono trovato benissimo. Sono davvero contento di essere un suo giocatore anche in questo nuovo progetto, che si caratterizza per una grandissima organizzazione. Avevo firmato a Capo d’Orlando, ma poi Calvani è arrivato a Brescia. C’è stata una trattativa tra le due società, e – ammette l’esterno – io andrei con Calvani in qualsiasi squadra, a prescindere».
Veterano

«Sono contento di poter trasmettere la mia esperienza, la mia energia e le mie conoscenze ai ragazzi più giovani – afferma Lombardi –. Ne sono orgoglioso. Loro dimostrano tutti i giorni di avere gran voglia di lavorare sul campo. In questa squadra mi confronto con almeno tre generazioni. La mia prima volta a Brescia? Mi trovo esattamente dalla parte opposta. Nel mentre ho fatto la mia carriera. Ho vinto qualcosa. Sono cresciuto anche dal punto di vista umano. Il rapporto col coach è molto buono, ci confrontiamo e mi sprona tutti i giorni. Nel complesso ci sono energia ed entusiasmo. E noi sappiamo qual è il nostro obiettivo».
Ancora a Brescia

«Sia Nikola Ivanovic sia Giancarlo Ferrero hanno messo una buona parola per me – ricorda Santinon –, e quando l’ho saputo mi ha fatto molto piacere. È stato un premio rispetto a ciò che ho fatto lo scorso anno (alla Pallacanestro Brescia, da Under, ndr). Ormai conosco ambiente e tifosi, e posso aiutare i ragazzi nuovi. Sarà divertente. Ma non mi sento un veterano, ovviamente. Intanto stiamo creando un bellissimo gruppo e lo si vede anche in campo. A Calvani piace allenare. Mi servirà molto nella mia crescita personale. Dà tanto, ma vuole ricevere altrettanto».
Poi, il retroscena sull’estate. «A fine campionato mi era arrivata una voce riguardo alla possibilità di rinnovo per la Pallacanestro Brescia. Ero contentissimo, ma da un giorno all’altro mi sono trovato con niente in mano. Momento di panico. Poi è arrivata quest’opportunità».
Bresciano
Vencato, bresciano, non ha problemi a essere «enfant du pays»: «Abbiamo la missione di concretizzare qualcosa di grande – sostiene il play –. Per me, cercare di farlo in casa è incredibile. Non credevo che avrei mai giocato a Brescia. Ma quando ho intuito ciò che stava accadendo, dopo la prima chiamata di Matteo Bonetti, ho capito che sarebbe accaduto. Sarei orgoglioso di esser parte del gruppo che riporta Brescia dove merita».




