Silvia Marini, lady Mille Miglia: «L’outfit? Un rito prima della gara»

A meno di clamorosi colpi di scena, domani metterà le mani sulla Coppa delle Dame, come le è già accaduto sei volte: «Non mi voglio fermare»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Silvia Marini - © www.giornaledibrescia.it
Silvia Marini - © www.giornaledibrescia.it

A meno di clamorosi colpi di scena, domani metterà le mani sulla Coppa delle Dame, il riconoscimento per il miglior equipaggio femminile, come già accaduto altre sei volte. Silvia Marini, in coppia con Francesca Ruggeri, è ormai lady Mille Miglia, anche se il record di Franca Boni – 14 premi in rosa – è ancora lontano. «Non mi voglio fermare» assicura.

A che numero di edizioni è arrivata?

«Per me questa è la quindicesima».

Il primo ricordo della Mille Miglia?

«Nel 2012, partenza a tarda sera. Era la prima esperienza, quindi era tutta una sorpresa, non sapevamo cosa aspettarci. Stavamo dietro a qualche equipaggio italiano per cercare di imparare un po’».

Ha vissuto l’evoluzione della Mille Miglia, passata da tre giorni, poi quattro, ora cinque e l’anno prossimo addirittura una settimana. Cosa ne pensa?

«Assolutamente è cambiato tutto, però anche se più lunga la trovo più sicura rispetto al passato. E le tappe sono incredibili per i paesaggi che affrontiamo».

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Lei vive all’estero, giusto?

«Parte dell’anno sì, vicino ad Amsterdam».

E come viene percepita la Mille Miglia da fuori?

«È conosciutissima, non c’è persona che non conosca Brescia e penso che sia merito della Mille Miglia. C’è tantissima voglia di partecipare in tutte le forme, infatti potete notare che la maggior parte degli sponsor è olandese: c’è grande entusiasmo all’estero attorno alla corsa».

Rispetto alla prima edizione, il suo rapporto con i motori com’è?

«Abbiamo più esperienza, ci sentiamo più tranquille alla guida e sappiamo meglio come affrontare la gara. Ma in generale è cambiato il nostro approccio ai motori: quando pianifichiamo una vacanza, cerchiamo un evento motoristico o qualcosa che abbia a che fare coi motori».

Qualcuno l’ha definita la «Vesco al femminile» per l’abitudine a vincere...

«Purtroppo abitando all’estero non riesco ad allenarmi durante l’anno e non riesco neanche a partecipare ad altre gare. Vesco è un modello, ma resta ancora lontano. Anche in questa gara avremmo potuto magari scalare un po’ di più la classifica».

Oltre ai risultati sportivi spicca sempre il vostro outfit da gara. Con Francesca Ruggeri avete sfoggiato una tuta bianca in pizzo, poi una tuta corta azzurra. Come scegliete l’abbigliamento?

«Diciamo che pensare all’outfit è una sorta di piccolo rito che fa parte della Mille Miglia, non solo nostro ma anche di tanti altri equipaggi. Se vi guardate un po’ attorno ci sono tanti outfit interessanti e dopo si cerca di pensare anche ai dettagli, non so... un foulard, qualche accessorio che richiami il mondo delle corse».

Sempre con un tocco vintage.

«Esatto, esatto. Quello ci vuole sempre».

Ci puoi svelare come arriverete a Brescia?

«No, non posso. Non si può. Dobbiamo ancora pensarci in realtà».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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