Una corsa che diventa contemplazione. Dell’Italia, della sua poesia, della sua spiritualità. La quarta tappa della Mille Miglia 2026 è quella del ritorno verso nord, da Roma a Rimini, attraverso l’Umbria di San Francesco d’Assisi, di cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte.
Come riverenti pellegrini d’acciaio, venerdì 12 giugno, le scocche colorate lasceranno di buonora la Capitale e s’incammineranno alla volta di Terni per il primo controllo orario. Poi si cimenteranno nelle prove cronometrate a Spoleto e riceveranno il primo timbro a Foligno, dove San Francesco iniziò il suo cammino evangelico vendendo le stoffe e il cavallo per riparare la chiesetta di San Damiano, e dove è stata stampata la prima edizione della «Divina Commedia» nel 1472.
Sulle strade di San Francesco
Dalle parole del Sommo Poeta a quelle del patrono d’Italia, la Freccia rossa attraverserà un tratto dello Stivale vergato nella storia in rime e versi. L’arrivo del convoglio ad Assisi sarà celebrato con il timbro in piazza della Porziuncola e la distribuzione di una copia del «Cantico delle Creature», composto da San Francesco nel 1226, e considerato la prima poesia scritta in lingua italiana.
La carovana si dirigerà quindi alla volta di Gualdo Tadino, celebre per le sue ceramiche, prima di fare il suo ingresso a Gubbio, altro luogo francescano, dove il poverello d’Assisi ammansì il lupo e indossò per la prima volta il saio. L’appuntamento con il timbro è in piazza Oderisi, mentre il pranzo sarà servito nella Loggia dei Tiratori, imponente edificio del 17esimo secolo, un tempo destinato all’asciugatura dei tessuti e oggi vivace spazio espositivo e culturale.
Dopo il pranzo a Gubbio, le oltre quattrocento vetture d’epoca affronteranno le prove di media a Scheggia e Pascelupo, un territorio dell’Appennino umbro-marchigiano che occupa una vasta zona del parco del Monte Cucco.
Monte Titano e San Marino
Altre prove sono previste ad Acqualagna, capitale del tartufo, Fermignano e Sassocorvaro Auditore, prima della salita sul monte Titano, a 775 metri sul livello del mare, e la parata trionfale per le vie di San Marino. La città-Stato patrimonio dell’Unesco torna protagonista del tracciato della Freccia rossa, con la sua eleganza verticale e le sue curve sospese tra roccia e cielo, su cui le «vecchie signore» si arrampicano con determinazione e un po’ di sana incoscienza.
L’arrivo a Rimini
Poi la carovana riparte verso la pianura: gli ultimi venti chilometri della giornata sono sulla strada che porta al mare. Rimini accoglierà i piloti all’arrivo della tappa con il controllo orario in piazza Malatesta. Simbolo della Riviera Adriatica, è la città dove è nato il turismo balneare nel 1843, e oggi vanta 15 chilometri di costa, 230 stabilimenti balneari e oltre mille hotel. Per l’ultima notte prima del ritorno a casa.



