Un lungo filo colorato cucito sull’Italia, tra colline e pietra antica. Dalle Terme all’Eterna, la terza tappa della Mille Miglia 2026 vedrà le «vecchie signore» esibirsi tra le più belle località della Toscana e del Lazio, fino all’arrivo a Roma.
Dopo la partenza da Montecatini, giovedì 11 giugno, la Freccia rossa passerà da Lucca, sfiorando la città appena sveglia come una carezza. Le vetture saliranno decise sulle Mura per le prove cronometrate all’ombra dei platani, per poi sfilare con grazia nel centro storico, dove le attende un controllo timbro in piazza del Giglio: i cofani lucidi riflettono palazzi e campanili, mentre la meraviglia dipinge i volti dei piloti.
Dalla Versilia a Pisa
Il museo viaggiante farà quindi rotta verso la Versilia e il mar Tirreno: a Pietrasanta, bomboniera dell’arte contemporanea, un controllo timbro in piazza del Duomo, e poi un altro a Forte dei Marmi, davanti allo stabilimento balneare Alpemare, di proprietà del cantante Andrea Bocelli.
Si ripiega quindi nell’entroterra, alla volta di Pisa: le vetture scorrono lente accanto all’Arno, e il rombo dei motori si mescola al suono lieve dei passi sul marmo bianco. Il timbro è in via San Ranierino, con vista sulla prodigiosa torre pendente, mentre il controllo orario attende gli equipaggi in piazza dei Cavalieri, su cui si affaccia la rinomata Scuola Normale di Pisa.
Verso Siena
Il viaggio della «corsa più bella del mondo» proseguirà nei centri e nei borghi della Valdera, fino alla sosta per il pranzo a Siena: irrinunciabile il passaggio a Pontedera, sede della Piaggio, con il controllo timbro in piazza Cavour, mentre inediti sono il timbro a Peccioli, famosa per i suoi «Giganti» – sculture contemporanee di rigenerazione urbana – e le prove cronometrate sui crinali di Palaia.
A Siena la Mille Miglia non arriva, entra in scena. Le vetture colorate sbucano dalle colline di Poggibonsi e Monteriggioni e s’infilano in città da porta San Marco. Un dedalo di viuzze incastonate tra mattoni e persiane tiene con il fiato sospeso i piloti fino al colpo d’occhio di piazza del Campo vestita col tricolore: è un abbraccio di luce, applausi e bellezza.
Dalle Crete senesi a Viterbo
L’itinerario del pomeriggio è ben noto agli habitué della rievocazione storica, ma sempre spettacolare: le Crete senesi e la Val d’Orcia, con le prove e i timbri nei borghi senza tempo di San Quirico, Castiglione e Radicofani.
Poi la provincia di Viterbo, con Capodimonte e Marta sul lago di Bolsena, e l’immancabile Ronciglione che, come da quasi trent’anni, metterà l’ultimo timbro di tappa sui roadbook degli equipaggi in gara.
L’arrivo nella città eterna
Tutte le strade portano a Roma, ma la Freccia rossa viaggerà sulla Cassia, entrando nell’Urbe da corso Francia, mentre il tramonto accende di rame le cupole e i sanpietrini, e ogni motore sembra conversare con la storia millenaria delle sue strade.
Come sempre, il controllo orario è nel parco di Villa Borghese, prima del passaggio celebrativo sulla pedana di via Veneto. E quando la carovana raggiunge il cuore della città eterna, sfrecciando tra il Colosseo e l’Altare della Patria, si ha quasi la sensazione di resistere insieme al passare del tempo.



