Il comunicato della Fidal non fuga del tutto i dubbi, ma la stagione di Marcell Jacobs potrebbe essere finita con quella smorfia nella finale europea dei 100 metri a Birmingham. Da un possibile terzo oro continentale ad un grosso rimpianto, per quel problema emerso nel riscaldamento tra una semifinale dominata in scioltezza e un ultimo atto durato meno di 50 metri.
Sintesi
«Ero disposto a rompermi tutto per prendere questo oro», aveva sintetizzato immediatamente lo sprinter desenzanese nel post gara, dando già l’idea del fatto che non era uno stop di poco conto. Non una semplice contrattura, insomma.
Un’impressione confermata dagli esami strumentali a cui l’ex campione olimpico si è sottoposto ieri nella Capitale. «La risonanza magnetica sostenuta in mattinata a Roma da Marcell Jacobs ha evidenziato una lesione di media entità, già in via di risoluzione, a carico del muscolo pettineo della coscia sinistra. L’azzurro, costretto al ritiro nella finale dei 100 metri dei Campionati europei di Birmingham della scorsa settimana, proseguirà il percorso terapico nella Capitale, dopo le prime cure affrontate immediatamente dopo l’infortunio nei giorni della rassegna continentale».
Questo lo stringato comunicato della federazione - l’esito degli esami è stato consegnato al dottor Bernardino Petrucci, vice medico della Fidal - che da un lato non chiude la porta a nuove uscite, ma dall’altro lascia spazio ad interpretazioni sulla durata dei tempi di recupero.
Se si parla di «media entità» della lesione ad uno dei muscoli dell’adduttore sinistro, si può ipotizzare che si parli di un guaio di primo grado. Uno stiramento, in gergo tecnico, che necessità di tutte le cautele del caso, sia per la delicatezza della zona, sia per i tanti problemi muscolari affrontati da Jacobs in questi anni. Il fatto che sia in via di guarigione può significare che bastano anche un paio di settimane, ma sarebbe un azzardo non fermarsi.
È dunque decisamente da escludere una presenza in Diamond League domenica a Chorzow per provare a strappare il pass per le finali di Bruxelles del 4-5 settembre. Ma è altrettanto difficile da ipotizzare un recupero lampo per partecipare agli Ultimate Championship di Budapest (11-13 settembre, il bresciano è qualificato), la rassegna che di mondiale ha solo il notevole montepremi.
Via maestra
In assenza di comunicazioni ufficiali, la cautela consiglia a Jacobs di fermarsi qui per il 2026. Meglio recuperare per bene, andare in vacanza e concentrarsi sull’anno che verrà. Il velocista ha dimostrato di poter tornare su tempi di altissimo livello. E nel 2027 c’è un appuntamento a cui Jacobs tiene particolarmente: il «vero» Mondiale di Pechino, per andare a caccia dell’ultima medaglia individuale che gli manca.




