Il day after di Marcell Jacobs è scandito da riflessione e controlli medici. Silenzio e meditazione solitaria al mattino, esami strumentali al pomeriggio per capire cosa sia effettivamente successo nell’ora intercorsa tra la semifinale e la finale. Quei maledetti 61 minuti che hanno rovesciato un racconto già scritto: dal dominio in scioltezza nella prima volata all’anonimo settimo posto nella seconda. «Sospetta distrazione muscolare all'adduttore lungo della coscia sinistra», dice la prima diagnosi della Fidal. «L'atleta ha cominciato il percorso fisioterapico per far riassorbire e defluire l'ematoma - prosegue il dottor Billi -. Mercoledì mattina, a Roma, Jacobs eseguirà una risonanza magnetica all’Istituto di medicina e scienza dello sport del Coni per completare la diagnosi e decidere l'eventuale percorso terapeutico». Confermata, dunque, la già ipotizzabile assenza nella staffetta di Ferragosto.
Come al solito Jacobs ha preferito non parlare ma affidare il suo pensiero ai social. «A volte la sfortuna ci vede fin troppo bene – ha postato –. Dopo una semifinale dominata, con un tempo che sarebbe bastato per vincere la finale, ero pronto a giocarmi ancora una volta il titolo europeo. Ma quella finale, purtroppo, non sono nemmeno riuscito a correrla. Un infortunio prima della partenza mi ha fermato, ancora una volta. Fa male. Tanto. Soprattutto quando sai di esserci, di stare bene e di poter lottare per vincere. Adesso faremo tutti gli accertamenti necessari per capire cosa è successo e come procedere. Una cosa, però, non cambia: non si molla. Mai. Ci vediamo presto».
Eccoci quindi nuovamente a discutere sulla fragilità del corpo dello sprinter desenzanese, un atleta che annovera più infortuni rispetto alle medaglie.
L’elenco dei problemi
Tralasciando le fratture del periodo da lunghista e concentrandosi solo sul dopo Tokyo 2021, il gardesano è rimasto vittima di guai muscolari in ogni stagione. Nel 2022, dopo l’intossicazione alimentare di Nairobi, ci furono prima la distrazione del bicipite femorale a Savona, poi il fastidio al gluteo a Stoccolma, infine la contrattura all’adduttore al Mondiale di Eugene. Eppure vinse l’Europeo di Monaco zoppicando.
Il 2023 è tormentato da un blocco lombo-sacrale che gli fece saltare tutta la stagione e gli pregiudicò il Mondiale di Budapest. Nel 2024 sia l’oro di Roma sia il quinto posto di Parigi sono scanditi da vistose fasciature, mentre nel 2025 il cammino che porta al Mondiale di Tokyo è costellato da un problema al retto femorale.

Quest’anno l’adduttore si era fatto sentire in allenamento a Roma e aveva portato alla decisione di saltare precauzionalmente il meeting di Montecarlo. Martedì il problema è emerso di nuovo nel campo di riscaldamento, così Jacobs si è presentato in finale col taping tricolore alla gamba, ma alla prima accelerazione il muscolo ha fatto crac. A Monaco e a Parigi, quando il corpo lo stava abbandonando, aveva sempre reagito con la testa, a Birmingham l’assetto mentale non è riuscito a sopperire alla débâcle fisica, anche per il poco tempo tra i due atti ravvicinati.
Filosofia
«Ero pronto a rompermi tutto per questa finale», aveva dichiarato martedì notte, ma invece il corpo lo ha bloccato. Appuntamento continentale rimandato a Chorzow nel 2028, pochi mesi prima di Los Angeles, con la convinzione che al momento in Europa non ci siano sprinter più veloci del bresciano. Per vincere però occorre superare integri il traguardo.



