«Punto a quattro medaglie, di cui almeno una d’oro». Federico Bicelli non si nasconde alla vigilia degli Europei paralimpici di nuoto in programma a Kocaeli in Turchia. Il campione bresciano sarà impegnato martedì 8 settembre nei 400 stile S7, il 10 nei 100 dorso, l’11 nei 100 stile e il 12 nei 50 stile.
Il momento
«Arrivo preparato, anche se la disputa di questi Europei è stata in forse fino all’ultimo, quindi i miei programmi erano diversi – dice Bicelli –; mancheranno alcune nazioni tra cui Inghilterra, Francia e Spagna, ma avversari forti con cui battermi ci saranno».
Prima gara quella dei 400 stile, «che è anche la prova nella quale ripongo grande fiducia. Vero che rispetto alle altre gare a cui prenderò parte dovrò fare le qualifiche al mattino, ma credo che l’oro sia alla mia portata. Dovrò sudarmelo, ovviamente, però so di poterci arrivare». Quattrocento che per Bicelli assumono un valore speciale. «Ho vinto ai Mondiali e alle Olimpiadi su questa distanza, mi manca l’Europeo e voglio mettere in bacheca la medaglia più prestigiosa».
Passo dopo passo

Poi nel programma di Bicelli ci sono altre tre gare, «nelle quali punto a salire sul podio. Non so se riuscirò ad arrivare all’oro, ma l’obiettivo delle quattro medaglie resta».
Mentalmente e fisicamente il bresciano c’è, anche se ovviamente i veri obiettivi ai quali guarda vanno anche oltre gli Europei; c’è un Mondiale nel 2027 che vedrà Bicelli scendere in vasca con tutti i migliori atleti, una prova che farà da trampolino verso le Olimpiadi di Los Angeles del 2028, appuntamento a cui il bresciano vuole arrivare al massimo per giocarsi le sue carte. «Intanto però la testa è tutta sulle gare in Turchia – conferma il nuotatore – anche se questa manifestazione essendo stata in forse fino all’ultimo arriva un po’ in ritardo rispetto alla preparazione di tutti gli atleti. Pazienza, abbiamo deciso di andare come nazione e so che potremo fare tutti bene. D’altronde l’Italia sta dimostrando a qualsiasi livello di essere assolutamente competitiva nel nuoto. Ora tocca a noi confermarlo».




