Tre bresciani protagonisti sulla neve e a bordo pista ai recenti Giochi paralimpici di Milano Cortina sono stati premiati a Roma durante la cerimonia di consegna dei Collari d’oro. Nicola Cotti Cottini, guida di Chiara Mazzel, ha ricevuto il collare d’oro al merito sportivo, la massima onorificenza conferita dal Coni e dal Cip, il Comitato italiano paralimpico; Andrea Ravelli, guida di Giacomo Bertagnolli, già insignito di tale riconoscimento in passato, ha ricevuto il diploma d’onore, mentre l’allenatore della nazionale di sci paralimpico, Danny Gerardini, ha ritirato la palma d’oro al merito tecnico.
Dichiarazioni
«È un riconoscimento che premia il lavoro, i sacrifici, la costanza e la passione che ci sono dietro ogni traguardo», ha spiegato Cotti Cottini, oro in superG e argento in discesa e combinata all’ombra delle Tofane, aggiungendo: «È stata una stagione impegnativa, ma allo stesso tempo importante e ricca di grandi successi. Le medaglie conquistate a Milano Cortina rappresentano il coronamento di un lavoro nello sport paralimpico prima come tecnico e ora come atleta-guida. Sono risultati che danno ancora più forza e motivazione per guardare avanti con ambizione».
La rassegna dei tre agitos ha dimostrato quanto gli atleti paralimpici siano capaci di raggiungere risultati straordinari: «Credo sia fondamentale che questo percorso si traduca in un riconoscimento sempre maggiore in termini di strutture, investimenti e opportunità. In questa prospettiva, un passaggio fondamentale è stato l’ingresso in Fisi, grazie alla sensibilità e all’impegno del presidente Flavio Roda e del vicepresidente bresciano Francesco Bettoni. Si tratta di un cambiamento importante, che può fare davvero la differenza sul piano organizzativo, nella programmazione tecnica e nella possibilità di investire maggiori risorse sugli atleti». La prossima stagione inizierà a dicembre con la Coppa del mondo e culminerà con i Mondiali in programma nel mese di marzo in Francia: «L’obiettivo sarà conquistare cinque medaglie».
Veterano
Se Cotti Cottini è un esordiente in tale scenario festivo, Andrea Ravelli è invece un veterano. Eppure per la guida di Darfo, oro in slalom e combinata, argento in superG e gigante, bronzo in discesa in marzo, «è sempre bello e positivo parteciparvi, rivedendo i colleghi anche di altri sport e i dirigenti dei corpi militari. Penso che il mondo paralimpico potrà avere una grande crescita e importanza in futuro». Parola di un pioniere del movimento: «Sono entrato nel 2019 e in sette anni ho notato tanti cambiamenti, ma siamo ancora indietro rispetto a quello che si potrebbe fare».
Soddisfazione anche da parte di Danny Gerardini, il coordinatore di tutte le squadre dello sci alpino «È un’emozione unica - racconta - perché da ex atleta e responsabile tecnico del gruppo questo è il massimo riconoscimento che lo sport italiano concede. Essere insieme a campioni olimpici e mondiali è stato qualcosa di magico». Per l’allenatore valtrumplino si è trattato del capitolo finale del quadriennio: «Ho deciso di lasciare la Nazionale e da ora mi concentrerò sul mio sci club, lo Ski Team Go, insieme al mio collega Nicola Ottelli».



