Paralimpiadi: per i bresciani Cotti Cottini e Ravelli subito medaglie

Nell’inverno di gloria in cui Brescia, grazie all’argento di Giovanni Franzoni in discesa a Bormio, ha sfatato il tabù del podio ai Giochi olimpici invernali, non poteva essere da meno la rassegna paralimpica. Così, al primo giorno di gare, ci sono subito due rappresentanti della nostra provincia a baciare con soddisfazione una medaglia griffata con i tre agitos. A celebrare sulla rampa dei premiati – il podio ai Giochi paralimpici non è costituito dai canonici tre gradini – sono Nicola Cotti Cottini, guida di Chiara Mazzel, argento nella libera riservata alle ipovedenti, e Andrea Ravelli, collega di Giacomo Bertagnolli, bronzo nella medesima categoria.
Ma a fare festa nel parterre sono anche altre due bresciani, presenti nello staff tecnico della Nazionale, ossia Danny Gerardini e Nicola Ottelli, entrambi valtrumplini, rispettivamente di San Colombano e Bovegno, mentre le due guide sono della Valcamonica: Cotti Cottini di Gianico e Ravelli di Darfo.
Gare e parole
La trentina Mazzel, portabandiera azzurra all’apertura, purtroppo per lei soltanto in un video registrato, lascia alla vincitrice, l’austriaca Aigner, 48 centesimi, ma riesce a precedere la slovacca Rexova. «Sono contenta dell’argento anche se sono consapevole che poteva anche essere un oro. Ho dato tutta me stessa, ma ci ho messo qualche secondino di troppo. Mi sono allenata tanto per arrivare qui e sono soddisfatta».
Sulla stessa linea anche Nicola Cotti Cottini, uno dei tecnici della Nazionale, subentrato nel ruolo proprio in occasione dei Giochi: «Chiara è stata brava, affrontare una Paralimpiade in casa non è semplice, un po’ di agitazione te la mette sempre. Ha rotto il ghiaccio anche se poteva fare qualcosina di più, dato il suo potenziale». Giocando con le parole d’ora in poi potrebbe essere tutto in discesa, a partire dal superG e proseguendo con la combinata. «Il mio ruolo principale – sottolinea Cotti Cottini – è fare il tecnico. Mazzel ha avuto una necessità e abbiamo subito instaurato un buon feeling. Avere questo duplice ruolo può giovare. Questo risultato è anche per Francesco Bettoni, vicepresidente della Fisi, un caro amico».
Il plurimedagliato Giacomo Bertagnolli paga all’austriaco Aigner 2’’56, inchinandosi pure al canadese Ericsson, 21 centesimi più veloce dell’azzurro, ma intonando comunque la sua nona sinfonia. «Mi godo la nona medaglia paralimpica, anche se la discesa non è la mia gara. È stato il riscaldamento, ora arrivano le mie specialità». Per il compagno Andrea Ravelli «condividere una prestazione con un’altra persona è qualcosa di speciale. Le aspettative per le prossime quattro gare sono altissime. Abbiamo lavorato tanto, speriamo che la neve regga. Voglio ringraziare le Fiamme Gialle per tutto il supporto ricevuto». In Val di Fiemme, nella 7.5 chilometri sprint di biathlon, sedicesimo posto per il bresciano Cristian Toninelli.
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