Dodici mesi più tardi i quattro moschettieri dell’Atletica Chiari l’hanno rifatto allo stesso modo: campioni d’Italia della 4x400 in rimonta. Firenze come Caorle, col medesimo stesso lieto fine.
Fotocopia
Sul rettilineo dello stadio Ridolfi, Vanni Picco Akwannor ha costruito un’altra rimonta destinata a entrare negli annali della società clarense, recuperando un distacco persino superiore a quello del 2025 e consegnando all’Atletica Chiari 1964 Libertas il secondo titolo italiano consecutivo all’aperto nella staffetta del miglio con il tempo di 3’09”94.
Un trionfo nato dal lavoro di squadra. E di famiglia. Andrea Federici, Michele Falappi e Alex Donelli hanno infatti mantenuto la formazione bresciana pienamente in corsa nei tre giri iniziali, prima di consegnare il testimone al loro uomo simbolo. Da lì in avanti è stato il copione immaginato: Akwannor ha divorato metro dopo metro il vantaggio degli avversari fino al sorpasso decisivo.
Per Marinella Signori, l’allenatrice che ha costruito questo gruppo, è la conferma di un progetto che continua a vincere anche cambiando interpreti. «Questo è il terzo titolo consecutivo, contando anche quello indoor. E la cosa che mi rende più orgogliosa è che continuiamo a vincere pur modificando ogni volta la formazione».
Al lancio
Quest’anno la novità è stata Federici, figlio dell’allenatrice: «Andrea ha concluso il suo percorso universitario e abbiamo scelto di riportarlo a Brescia. Volevamo che il miglior velocista della provincia tornasse a gareggiare per il nostro territorio. Si è messo a disposizione della staffetta e la scelta ha funzionato subito».
Accanto a lui sono cresciuti Falappi, Donelli e naturalmente Akwannor. Ma il vero segreto dell’Atletica Chiari è la concorrenza interna. «Abbiamo sei quattrocentisti di livello, così dieci giorni fa abbiamo organizzato una selezione interna per scegliere i quattro da schierare agli Assoluti. Abbiamo preso semplicemente i migliori».
Akwannor
L’uomo da copertina è Akwannor: «Ha corso il lanciato attorno ai 44 e mezzo, due ore dopo la finale in 46”08, suo secondo miglior tempo di sempre. Ha partecipato a tutti i raduni per i Mondiali di staffetta e adesso aspettiamo la convocazione per gli Europei. Se sarà titolare o meno lo deciderà la Federazione, ma ormai è pienamente nel gruppo».
Quattro campioni d’Italia tutti atleti part-time. Federici è ingegnere, Falappi impiegato commerciale, Donelli lavora nella sua Cremona, Akwannor è programmatore: «Io cerco solo di adattare la programmazione ai loro orari. Da quando sono in pensione riesco a seguirli molto meglio. Il nostro vantaggio è che si allenano tutti insieme a Sanpolino e questo stimola la crescita continua».


