Quando una prima volta venne a Brescia due anni orsono, Amy Hunt era già una staffettista vincente (vinse l’oro europeo a Roma 2024, fu argento olimpico a Parigi con la 4x100 inglese) e non ancora del tutto affermata a livello individuale. L’anno scorso non poté correre. Quest’anno non solo l’ha fatto, ma ha anche vinto la gara dei 100 metri in 11’’06 e si è presa l’ovazione più grande delle tribune e dei parterre dello stadio di atletica Gabre Gabric di Sanpolino. Del resto, al Grand Prix stavolta ci è arrivata sull’onda dei quattro ori conquistati ai recenti campionati europei di Birmingham.
Prima nei 100 metri, nei 200, con la 4x100 femminile e anche con la staffetta veloce mista della Gran Bretagna. Una corona a quattro punte d’oro che fanno di Hunt la regina incontrastata della velocità, almeno a livello continentale.
Eppure il suo rapporto con l’Italia e Brescia è di lungo corso, perché la ventiquattrenne di Nottingham si allena da ormai tre anni a Padova agli ordini di coach Marco Airale. E sul trono continentale l’ha portata il manager bresciano Federico Rosa, che con il suo gruppo di lavoro ha allestito magistralmente la terza edizione della rassegna di livello Silver sulla pista e sulle pedane dell’impianto di Sanpolino. Una pista che Hunt conosce per averci non solo corso, ma anche per averci fatto degli allenamenti: per questo il filo rosso tra «Queen Amy» e il nostro Paese è più forte che mai.
Hunt, una stagione straordinaria con il poker di successi colto a Birmingham. Ma cosa si prova a correre in Italia?
Adoro l’Italia – dice proprio nella nostra lingua prima di ritornare all’inglese – perché qui i tifosi mi trattano sempre bene e mi sento anche un po’ italiana. Questa era l’ultima gara in cui potevo divertirmi davvero, ho corso soprattutto per il pubblico italiano perché l’Italia oramai è la mia casa adesso.
Come è nato questo rapporto con l’Italia?
Sono qui da tre anni ormai, ho passato anche un momento difficile. Ma qui mi sono sentita apprezzata e specialmente nel Nord Italia mi sento amata. Sono sempre molto felice di competere qui, la gente mostra una grande passione per l’atletica.
Che cosa le piace della nostra terra?
Tutto, le persone, il cibo, il tempo, il modo di vivere. Mi sento veramente un po’ italiana.
L’ha dimostrato anche al pubblico di Brescia, che le ha regalato un’ovazione e l’ha subissata di richieste di foto. E lei ha ricambiato con grandi sorrisi e una cortesia non comune per un’atleta.
In queste stagioni, specialmente in questa, ho capito che noi donne possiamo essere forti, possiamo avere una carriera e avere successo, ma non dobbiamo mai rinunciare alla nostra dolcezza.
Qui a Brescia si è anche riscattata dopo il quinto posto di Zurigo in Diamond League. Che pensa della sua prestazione?
È bello tornare a vincere, mi sono veramente divertita in questa gara.
La stagione non è finita, ci sono altri appuntamenti che la aspettano. Ma guarda già al prossimo anno?
No, ci sono appunto altri impegni come gli Ultimate Championship di Budapest a cui tengo molto. Poi ci riposeremo un po’ e inizieremo a pensare all’anno prossimo.
La finale al Mondiale di Pechino è il nuovo obiettivo per il 2027?
Sicuramente sì e mi è sempre piaciuto competere in Cina. Ho molti fan anche là, ne ho sicuramente molti nuovi quest’anno dopo quanto vinto a Birmingham. L’obiettivo è quello ma la strada è lunga.




