Spazio animali

Cosa fare quando ad essere morsi (o avvelenati) sono cani e gatti

I consigli dell’esperto Gianluca Benuzzi su come agire: «Innanzitutto è fondamentale mantenere la calma»
Daniela Zorat

Come gestire le emergenze sanitarie che riguardano i nostri animali domestici? Come accorgersi che le bestiole hanno bisogno di un intervento immediato da parte del veterinario? Di Pronto soccorso per gli amici a quattro zampe ha parlato il dottor Gianluca Benuzzi nella terza e ultima lezione del corso «Cani e gatti in salute» organizzato dall’Ordine dei veterinari della provincia di Brescia con il sostegno del Comune che ha messo a disposizione l’auditorium San Barnaba.

Come fare

Un argomento vastissimo, illustrato però con molta chiarezza dal medico, che ha saputo indicare cosa fare e cosa soprattutto non fare. «Quando si vivono situazioni di emergenza vi sono alcune regole da rispettare – ha esordito – e la prima è mantenere la calma. La nostra agitazione viene percepita dall’animale e questo può peggiorare le cose. Seconda cosa è chiamare il veterinario, ma dobbiamo dargli informazioni su tre parametri: temperatura, polso e respiro».

In cane e gatto la temperatura è tra i 38 e i 38.5 gradi. Il polso è il battito del cuore e cambia se gli animali sono di grossa o piccola taglia, tenendo conto che più il cane è piccolo più il battito è veloce, tra i 100 e i 120 battiti al minuto, mentre per un cane grosso si scende tra 60 e 80. Anche il respiro è molto importante: gli atti (inspirazione e espirazione) vanno tra 10 e 20.

Mucose

«Se il gatto respira con la bocca aperta è un segnale di stress. Un altro parametro da saper leggere – prosegue – è quello fisiologico del colore delle mucose, ad esempio quelle della bocca. La normalità è quando sono rosa e umide. Se gialle, bianche, molto rosse (o congestionate) o cianotiche che tendono al blu, indicano invece che ci sono dei problemi». Elementi fondamentali da saper spiegare al veterinario quando lo si chiama in emergenza.

Animali velenosi

Tra gli episodi più frequenti vi sono le punture di ape, vespa o calabrone. Vengono interessati soprattutto il muso e le zampe anteriori e si manifestano con un gonfiore e un forte prurito. Il rischio è lo shock anafilattico che provoca difficoltà respiratorie. Potrebbe essere utile somministrare del cortisone, ma non va mai fatto in autonomia.

«Altre punture frequenti sono quelle di zecca – ha illustrato il dottor Benuzzi –. Sono pericolose per le malattie che trasmettono e dopo ogni passeggiata il cane va controllato. Vanno rimosse con una pinzetta, non con olio o alcol». Altro grosso inconveniente sono i morsi di vipera che provocano fortissimo dolore, i cani si lamentano, hanno vomito, tremori, petecchie ed emorragie e possono anche morire.

Attenzione alle vipere

«Per questo è fondamentale tenere sempre il cane al guinzaglio. Va anche detto che il primo morso solitamente è di avvertimento e la vipera non utilizza tanto veleno. In ogni caso non vanno fatte incisioni e anche con il laccio emostatico bisogna andarci cauti». Grave può essere il contatto degli animali domestici con le processionarie, i bruchi pelosi, che sono molto urticanti e se inalate o prese in bocca creano lesioni che poi necrotizzano i tessuti. La zona interessata va subito lavata con acqua per portar via i pelucchi. «Ci si accorge perché cane e gatto continuano a starnutire».

Polpette avvelenate

Nella foto d'archivio, esche avvelenate - Foto © www.giornaledibrescia.it
Nella foto d'archivio, esche avvelenate - Foto © www.giornaledibrescia.it

Altre emergenze sono rappresentate dagli avvelenamenti, spesso dolosi, «e pertanto vanno avvisate sia le forze dell’ordine sia Ats. Sintomi tipici sono le convulsioni, una forte salivazione e tremori». Importante è far vomitare l’animale ma sarebbe meglio se lo facesse il veterinario. In caso fosse difficile da raggiungere l’acqua ossigenata potrebbe dare risultati.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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