Cascina Clarabella vanta una lunga esperienza nelle sperimentazioni in campo di salute mentale e il «Budget di Salute» è la più recente. «Da due anni stiamo portando avanti un modello di cura, presentato alla Regione tramite assessori e consiglieri, che consiste nella presa in carico del paziente psichiatrico con un progetto personalizzato - spiega Carlo Fenaroli, presidente del Consorzio Cascina Clarabella -. Le basi sono casa, lavoro e socialità ed è per questo motivo che abbiamo invitato gli assessori Paolo Franco e Simona Tironi e il consigliere Diego Invernici per la sottoscrizione di un documento condiviso».
La proposta
Il documento di policy firmato l’altro ieri nella sede di Clarabella, situata a Clusane d’Iseo, verrà sottoposto alla Giunta regionale con la speranza che la proposta - elaborata dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Asst di Franciacorta e dal Consorzio Cascina Clarabella, in dialogo con le Direzioni Generali Welfare, Famiglia, Casa e Lavoro di Regione - venga tradotto in uno strumento operativo concreto dentro la cornice del progetto di vita ex Legge 227/2021 e Decreto legislativo 62/2024 noto come Riforma della Disabilità.
L’hanno riferito i tre rappresentanti - Franco assessore all’Housing sociale e casa, Tirno al Lavoro e Invernici, consigliere - presenti al convegno.
Il messaggio
«Il Budget di salute è il modo in cui proviamo a tenere unite la cura, la casa, il lavoro e le relazioni di una persona con disagio psichico, dentro un unico progetto di vita - continua Fenaroli -. A Cascina Clarabella lo facciamo ogni giorno con il Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell’Asst di Franciacorta, con i Comuni, con le cooperative e con le famiglie. È un lavoro che funziona, ma che oggi non può contare su una cornice di sistema, ma su azioni e risorse frammentate».
«Non chiediamo nuove risorse - prosegue -, ma che le risorse esistenti, sanitarie, sociali, della casa, del lavoro, possano armonizzarsi attorno al progetto della persona, e non costringere la persona a doversi rivolgere a diversi servizi con modalità e linguaggi a volte non integrati tra i loro».
Lo spirito
«In questi anni abbiamo imparato che la salute mentale non può essere costruita soltanto dentro i servizi sanitari. Puoi avere buone terapie, buoni operatori, buone strutture, ma se una persona non ritrova una casa possibile, un ruolo sociale, relazioni, occasioni di lavoro e appartenenza, il rischio è che la cura resti incompleta - ha detto Andrea Materzanini, direttore del Dipartimento di Salute mentale e delle Dipendenze di Asst Franciacorta -. Per questo il Budget rappresenta molto più di uno strumento organizzativo. È il tentativo di riportare la persona al centro non come “utente” di prestazioni, ma come cittadino portatore di desideri, capacità, fragilità e possibilità di vita». Ora la palla passa alla Giunta regionale.



