Nella nostra provincia le pratiche degli over 70 con almeno una condizione di non autosufficienza tornano in capo alle Asst. L’aveva detto la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli quando, a fine aprile, era intervenuta nella Sala Libretti del nostro giornale. E, nel rispetto del Decreto legge 19/2026 già convertito nella legge numero 50 del 20 aprile, le quattro Asst bresciane si stanno organizzando affinché questa rimodulazione organizzativa possa trovare applicazione dal primo giugno.
Sperimentazione tra luci e ombre
Per capire la novità è necessaria una premessa. La nostra provincia è stata una delle prime, in Italia, a sperimentare la Riforma della disabilità già dal gennaio 2025. Fino ad allora, le Asst (Spedali Civili, Franciacorta, Garda e Valcamonica) assicuravano circa 35mila accertamenti l’anno, attraverso una rete capillare di ambulatori e commissioni, con tempi medi entro 60 giorni e percorsi accelerati per le urgenze.
Con l’avvio della sperimentazione, prevista dal Decreto legislativo 62/2024, l’intero processo di accertamento è stato trasferito all’Inps, comportando la cessazione completa delle attività da parte del Sistema sanitario regionale.
Il subentro dell’Inps ha però incontrato difficoltà, legate principalmente alla concentrazione delle sedi di visita, alla carenza di personale medico e alla complessità delle nuove procedure: la conseguenza è stata l’aumento dei tempi di attesa per gli accertamenti da parte dei cittadini a fronte di un arretrato importante. Eloquente, a tal proposito, è il dato Inps del 28 febbraio: 26.657 domande presentate dall'inizio della sperimentazione, 15.582 certificati definitivi emessi.
Convenzione di ottobre
Consapevoli delle criticità, sotto il monitoraggio del Ministero per le Disabilità e della Prefettura, e con il coinvolgimento della Direzione generale Welfare della Regione, le Asst bresciane e le Ats di Brescia e della Montagna avevano definito un accordo con Inps per fornire supporto medico.
Dall’ottobre 2025 è stata quindi attivata una convenzione che ha consentito di garantire, di fatto, una Unità di valutazione di base in più al giorno, contribuendo a contenere i ritardi e assicurando un presidio di competenze medico-legali a tutela dei cittadini. Un risultato reso possibile anche grazie a un modello organizzativo già consolidato: le quattro Asst operano da tempo attraverso un Dipartimento interaziendale di Medicina legale, che permette di fornire una risposta coordinata e omogenea su tutto il territorio.
Cosa prevede la normativa
In questo scenario è intervenuta la recente modifica introdotta in sede di conversione del Decreto legge 19/2026 che ha riportato al Servizio sanitario le competenze sugli accertamenti degli ultrasettantenni.
Per comprenderne il significato va ricordato che la cosiddetta Riforma della disabilità è in realtà il risultato di due percorsi distinti: quello della disabilità (Legge 227/2021 e D.lgs 62/2024) e quello della non autosufficienza (Legge 33/2023 e D.lgs. 29/2024), ancora non pienamente coordinati, soprattutto per la popolazione anziana.

La restituzione degli ultrasettantenni al Sistema sanitario può essere letta come una anticipazione, almeno parziale, del futuro modello previsto dalla Riforma della non autosufficienza, che individua a partire dal 2028 nei Punti unici di accesso (Pua) e nelle Unità di valutazione multidimensionale il baricentro della presa in carico.
È molto probabile, tuttavia, che la scelta sia stata determinata anche dalle difficoltà incontrate dall’Inps nel gestire il volume degli accertamenti. Ne deriva un assetto intermedio: da un lato il ritorno al Servizio sanitario delle valutazioni per gli anziani, in attesa del completamento della Riforma sulla non autosufficienza, dall’altro il mantenimento in capo all’Inps della valutazione di base per le fasce più giovani.
In questo contesto di cambiamenti, l’elemento più rilevante riguarda ciò che accade concretamente a chi deve oggi presentare una domanda di accertamento della disabilità.
Da giugno due percorsi
Il punto di partenza resta il certificato medico introduttivo, redatto dal medico di medicina generale o da un medico di fiducia.
L’Inps sta riorganizzando la propria infrastruttura informatica per guidare il medico certificatore nella compilazione, orientando automaticamente il percorso della domanda in funzione dell’età e della condizione della persona: per i soggetti di età inferiore ai 70 anni, e per gli ultrasettantenni in condizioni di autonomia, la domanda prosegue nell’ambito del sistema Inps; per gli ultrasettantenni per i quali emerge una condizione di non autosufficienza - o in presenza di specifiche condizioni, come la cecità - la procedura viene invece indirizzata alle Asst competenti per territorio.
In quest’ultimo caso si realizza, quindi, un ritorno al modello operativo precedente: oltre al certificato medico, il richiedente dovrà presentare anche la domanda amministrativa di accertamento, sempre in modalità telematica. Si tratta dunque di un sistema a doppio canale, nel quale il cittadino è accompagnato nel percorso dal medico certificatore e dai sistemi informatici e riceverà una convocazione a visita in base al percorso attivato.




