Sebino e Franciacorta

Cosa dicono le ultime analisi delle acque a valle della discarica Vallosa

E come si è arrivati fin qui. Una cronistoria veloce di come l'ex cava di Passirano è stata inquinata con i Pcb della vecchia Caffaro
La Vallosa è circondata da una rete che definisce il perimetro del sito inquinato - Foto © www.giornaledibrescia.it
La Vallosa è circondata da una rete che definisce il perimetro del sito inquinato - Foto © www.giornaledibrescia.it

Le ultime analisi delle acque sotterranee alla discarica Vallosa di Passirano sono datate novembre 2022. E dicono che, in uno dei piezometri posti a valle della ex cava, i valori di nichel, manganese, Pcb e nitriti sono superiori ai livelli di concentrazione massimi stabiliti per ciascuna sostanza. 

Gli inquinanti sono stati rilevati in uno degli undici pozzi (i piezometri) distribuiti a valle e a monte della discarica, che l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente utilizza per monitorare la falda superficiale e quella profonda. A novembre forniranno dati aggiornati sulla contaminazione provocata dai rifiuti accumulati nella cava per decenni, tra i quali anche gli scarti della Caffaro Spa, la vecchia industria chimica situata tra via Nullo e via Milano in città e responsabile di un disastro ambientale enorme, che all’inizio degli anni Ottanta dichiarò di aver smaltito nella Vallosa fusti di metallo contenenti Pcb (i policlorobifenili) tra il 1969 e il 1975. 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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