Mauro Fasano verso la nomina a commissario del Sin Caffaro

Dirigente in Regione, si è occupato anche di ambiente e sostenibilità: raccoglierà il testimone di Mario Nova
Mauro Fasano è il dirigente individuato per succedere a Mario Nova nel ruolo di commissario del Sin Caffaro
Mauro Fasano è il dirigente individuato per succedere a Mario Nova nel ruolo di commissario del Sin Caffaro
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L’intricato iter burocratico romano è ancora in corso. Ma il dado è tratto: a succedere a Mario Nova nel ruolo di commissario straordinario del Sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro sarà Mauro Fabrizio Fasano. Una staffetta che si consuma tutta «in casa Lombardia», da dove proveniva Nova - dopo essere stato seduto per anni sulla poltrona del direttore generale dell’assessorato all’ambiente - e da dove proviene professionalmente anche Fasano. 

Classe 1962, laureato in Agraria (corso di Scienze forestali, Università degli studi della Tuscia di Viterbo) e inquadrato in Regione come dirigente, a proporre formalmente il suo nome a Roma è stato qualche settimana fa direttamente il governatore Attilio Fontana. Nella sua esperienza dirigenziale, Fasano si è occupato tra le altre cose di agricoltura, progetti integrati, sviluppo sostenibile, energia e ambiente, risorse idriche. 

Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha messo timbro e firma sull’incarico una manciata di giorni fa e ora il documento dovrà affrontare la consueta trafila tra i dicasteri, passando anche dalla Corte dei conti. Nel frattempo, per Nova - in carica dal 2021 - è scattata la proroga d’ufficio di 45 giorni (come da prassi), utili in sostanza per non rischiare di lasciare il ruolo vacante.

Le sfide

Tanto la Regione quanto la Loggia propendevano per un profilo quanto più tecnico possibile: il commissario deve svolgere infatti un ruolo ponte, trattare per ottenere ulteriori finanziamenti per la messa in sicurezza del sito industriale di via Nullo (gli attuali non saranno sufficienti a completare le operazioni), senza contare che resta sullo sfondo la questione delle aree private al di fuori della fabbrica ancora infestate dai contaminanti (un fronte che la sindaca Laura Castelletti ha già annunciato di voler affrontare). 

Le questioni sul tavolo, insomma, sono delicate. Inclusa la gestione della fase di smantellamento del polo industriale con l’avvio della prima tranche della bonifica. Se questo secondo bando si chiuderà con una fumata bianca, Nova farà in tempo ad assegnare l’appalto alla ditta che si occuperà della prima fase dei cantieri, ma sarà Fasano a dover supervisionare e gestire l’andamento dei lavori. Una road map che «vale» oltre 57 milioni di euro (57.165.000 euro per la precisione) e che durerà cinque anni: al centro ci saranno le demolizioni e la pulizia del sito, ma si dovranno anche approfondire le condizioni dei terreni e dei suoli e avviare l’attività di bonifica per eliminare le fonti di contaminazione che interessano la falda sotterranea.

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