Hanno tenuto al sicuro la città dai veleni in ogni circostanza: quando non avevano la certezza di ricevere lo stipendio a fine mese, quando la ditta è entrata in liquidazione, quando hanno ricevuto le prime lettere di licenziamento. Lo hanno fatto anche durante le giornate di sciopero: per riuscirci si sono organizzati con una staffetta perché - ripetevano - «il nostro compito è troppo importante, se non sorvegliamo la barriera idraulica si va incontro a un nuovo disastro che Brescia non merita».
Loro sono gli ex lavoratori di Caffaro: in silenzio e con grande responsabilità hanno sempre anteposto la salute della città alle loro vicende personali, non abbandonando mai il presidio della barriera idraulica. E adesso, dopo anni di attesa e di risposte mancate, la città restituisce loro il favore: gli «highlander» - come li ha soprannominati la sindacalista Cgil Patrizia Moneghini, da sempre al loro fianco - saranno assunti da A2A.



