Inclusione scolastica, a Brescia quasi 7mila studenti con disabilità

Sempre più centrale nel dibattito educativo, l’inclusione scolastica è una sfida concreta che coinvolge ogni giorno famiglie, istituzioni e territorio. A testimoniarlo sono i numeri: nelle scuole bresciane, dall’infanzia alle superiori, quattro alunni su cento hanno una disabilità certificata. Si tratta di quasi settemila bambini e ragazzi. Un dato in costante crescita, che riflette la maggiore capacità di diagnosi precoce, e pone l’accento sulla necessità di offrire risposte – in termini di strutture, organizzazione e didattica – a bisogni educativi complessi e differenziati.
Quanti sono
A scattare una fotografia della situazione è il «Quaderno Red 2025» (Edizioni Fism Comunicazione) introdotto dalle riflessioni di Franco Bossoni, presidente della Congrega della Carità Apostolica: il capitolo curato da Valerio Corradi, docente di Sociologia generale dell’Università Cattolica, evidenzia l’aumento del numero di alunni con disabilità – nel Bresciano 6.790 nell’anno 2023/2024 rispetto ai cinquemila del 2021/2022 – in un contesto locale, regionale e nazionale in cui la popolazione scolastica è, invece, in calo. La nostra è la terza provincia lombarda per numero assoluto di studenti con disabilità, dopo Milano e Bergamo.
Le percentuali
Facendo riferimento allo scorso anno scolastico, il 39% (2.622) frequentava le elementari, il 26% le medie, il 23% le superiori e il 12% l’infanzia. A registrare l’incidenza più elevata è la scuola secondaria di primo grado (5%). Il 90% degli alunni con disabilità si trova in una scuola statale, il 10% in una paritaria. Dato, questo, che risente dell’elevata concentrazione delle paritarie nella fascia fino ai 6 anni: nella nostra provincia sono, dunque, oltre 500 i bambini con disabilità che frequentano le scuole dell’infanzia e primarie paritarie di ispirazione cristiana. Il prof. Corradi fa, poi, notare che oltre agli alunni certificati in base alla legge 104/1992 ci sono quelli certificati in virtù della 170/2010 relativa, invece, ai Disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) che nella scuola primaria, statale e paritaria, sono più di 1.200 e necessitano di un’attività didattica differenziata.
Quali diagnosi
Il «Quaderno Red» pone la situazione bresciana in relazione con quella lombarda (5,8% di studenti con disabilità) e nazionale (4,5%). E fa una distinzione tra le diagnosi: in Italia la condizione più diffusa è la disabilità intellettiva (40%), seguita dai disturbi dello sviluppo psicologico (34%). Gli insegnanti per il sostegno nel Paese sono 256mila (11mila lavorano nelle paritarie). Tra questi oltre 66mila sono stati selezionati dalle liste curriculari e spesso non hanno una formazione specifica. Le nomine, inoltre, non sempre avvengono prima dell’inizio della scuola e un alunno su due cambia l’insegnante di sostegno da un anno all’altro.
La scuola, insomma, si confronta ogni giorno con una realtà sempre più articolata, in cui l’inclusione è un impegno concreto da tradurre in spazi accessibili, sfide didattiche e alleanze educative tra istituzioni, famiglie e territorio. Relativamente agli ambienti il prof. Corradi, citando come fonte l’elaborazione 2023 di «Con i bambini – Open Polis», riferisce che il 50,3% degli edifici scolastici della nostra provincia (dall’infanzia alle superiori) sono accessibili dal punto di vista fisico-strutturale (possiedono ascensori, bagno e porte a norma, rampe esterne...). Brescia, in Lombardia, è alle spalle di Bergamo (59,4%), Cremona (55,1%) e Sondrio (50,5%).
In città
Merita un approfondimento la città. In tre anni, gli alunni con disabilità assistiti sono passati da 609 a 852 (anno 2024/2025); ora sono 815. Gli investimenti comunali hanno seguito il trend e nel 2025 hanno raggiunto i 10,7 milioni di euro, rispetto ai 6,7 milioni del 2022. Parallelamente, sono cresciute anche le ore di assistenza ad personam – da 9.301 a 11.664 (anno 2024/2025) e ora sono 12.035 – e i servizi di trasporto scolastico (da 130 agli attuali 245).
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