Salute e benessere

Andare in vacanza con i bambini, i consigli della pedagogista

L’esperta Marta Modonesi dello Studio Memento: «Raccontare la meta e spiegare le tappe del viaggio li aiuta a sentirsi parte dell’esperienza»
Daniela Affinita
Viaggiare con i bambini richiede qualche attenzione in più
Viaggiare con i bambini richiede qualche attenzione in più

L'estate è sinonimo di partenze, ma viaggiare con i bambini richiede qualche attenzione in più: preparare i più piccoli, rispettare i loro tempi, evitare di affidarsi esclusivamente agli schermi e mantenere alcune regole educative può trasformare il viaggio in un'occasione di crescita. Ne abbiamo parlato con Marta Modonesi, pedagogista dello Studio Memento.

Dottoressa Modonesi, come ci si prepara a un viaggio con i bambini?

La parola chiave è prevedibilità, per un bambino sapere cosa succederà significa sentirsi più tranquillo, per questo è utile iniziare a preparare il viaggio qualche giorno prima, magari realizzando insieme un piccolo calendario con la data della partenza. Possiamo raccontare la meta, spiegare le tappe del viaggio e ciò che ci aspetta, ricordando però che le decisioni importanti spettano agli adulti. Coinvolgere i figli non significa delegare loro la scelta della vacanza, ma aiutarli a sentirsi parte dell'esperienza.

Zainetto personale: sì o no?

Assolutamente sì, è importante che possano portare con sé qualche oggetto rassicurante: un gioco del cuore, un libro, colori o piccole costruzioni. Mi piace suggerire l'idea di preparare delle «scatoline tematiche», con attività diverse da utilizzare durante il viaggio. Lo zainetto può cambiare e arricchirsi a seconda delle tappe.

La pedagogista Marta Modonesi - © www.giornaledibrescia.it
La pedagogista Marta Modonesi - © www.giornaledibrescia.it

Come rendere più sereno il viaggio, qualunque sia il mezzo di trasporto? Tablet e smartphone possono essere un aiuto?

Non vanno demonizzati, ma utilizzati con equilibrio. La comunità scientifica e la Società Italiana di Pediatria ne sconsigliano un uso abituale, ma durante un lungo viaggio possono rappresentare un supporto, purché vengano stabilite prima regole precise: quanto tempo utilizzarli, quali contenuti guardare e in quali momenti. Meglio un film, un cartone o un podcast rispetto ai video brevi e ripetitivi, che tendono a creare una maggiore dipendenza e rendono più difficile interrompere la visione.

Quali alternative agli schermi consiglia?

La noia non è un nemico, anzi, è una competenza che i bambini devono imparare a gestire. Guardare fuori dal finestrino, osservare il paesaggio, inventare storie o semplicemente aspettare sono esperienze educative importanti. Possiamo portare libretti, album di sticker, colori, giochi magnetici oppure giochi di carte come Uno o Dobble.

In vacanza è giusto allentare le regole?

Le routine possono diventare più flessibili: gli orari cambiano e le giornate sono diverse rispetto all'inverno. Questo è assolutamente normale, ciò che non dovrebbe cambiare sono le regole educative di base, è importante mantenere alcune buone abitudini, soprattutto nei momenti della mattina e della sera, per poi ritrovare più facilmente la quotidianità una volta rientrati.

Come comportarsi se il bambino piange o diventa nervoso?

Prima di tutto dobbiamo ricordare che è normale, un bambino non ha ancora gli strumenti per gestire le proprie emozioni e ha bisogno dell'adulto come regolatore emotivo. Più che concentrarci sul comportamento, dovremmo chiederci quale bisogno lo sta provocando: è stanco? Ha fame? Ha bisogno di una pausa? Essere presenti, calmi e rassicuranti è molto più efficace che pretendere una soluzione immediata.

Qual è l'errore più frequente che vede fare ai genitori?

Avere aspettative troppo alte, i bambini possono essere stanchi, rumorosi, annoiarsi o attraversare momenti difficili, fa parte della loro età. Oggi la società è poco tollerante verso l'infanzia e questo aumenta la pressione sui genitori, se l'adulto vive il viaggio con ansia, anche il bambino percepirà quella tensione. Servono pazienza, comprensione e regole, senza pretendere la perfezione.

Se dovesse lasciare tre consigli alle famiglie in partenza?

Il primo è guardare il mondo con gli occhi dei propri figli, lasciandosi sorprendere dalla loro curiosità. Il secondo è liberarsi dall'ansia di dimostrare di essere genitori perfetti: i momenti difficili fanno parte della crescita. Il terzo è scegliere ciò che è davvero giusto per la propria famiglia, senza lasciarsi condizionare dalle aspettative degli altri o dai social. Se mamma e papà affrontano il viaggio con serenità, anche i bambini si sentiranno al sicuro.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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