Salute e benessere

Salute mentale, l’Europa guarda a Brescia per costruire il futuro

A settembre il Fatebenefratelli promuove con Eucoms un seminario che riunirà clinici, ricercatori, responsabili dei servizi e professionisti. A dirigere i lavori sarà la psichiatra Martinelli: «Qui mostriamo come sia possibile mettere realmente al centro la persona»
A settembre al Fatebenefratelli un vertice europeo sulla salute mentale
A settembre al Fatebenefratelli un vertice europeo sulla salute mentale

Brescia diventerà per un giorno il centro del confronto europeo sul futuro della salute mentale di comunità. Il 15 settembre l’Irccs Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di via Pilastroni ospiterà il seminario internazionale «From asylums to recovery: the italian model of community mental health in a european perspective», dedicato all’evoluzione dell’assistenza psichiatrica e alle nuove prospettive dei servizi territoriali. L’iniziativa, promossa dall’Irccs con Eucoms (European community mental health service providers network) e interamente in lingua inglese, riunirà clinici, ricercatori, responsabili dei servizi e professionisti provenienti da tutta Europa. A dirigere i lavori sarà Alessandra Martinelli, psichiatra e responsabile dell’Unità di ricerca di Riabilitazione e Psichiatria sociale dell’Irccs, oltre che componente del consiglio direttivo di Eucoms.

Sarà un’occasione di confronto tra esperienze maturate in contesti diversi ma accomunate dall’obiettivo di promuovere percorsi di cura sempre più orientati alla «recovery» (ovvero un modello di cura che mira all’autodeterminazione e alla qualità della vita della persona), all’inclusione sociale e alla partecipazione attiva dei pazienti. Abbiamo affrontato questi temi con la dottoressa Martinelli.

Dottoressa Martinelli, perché è stata scelta Brescia per il seminario di Eucoms? Quanto è importante questo appuntamento?

Brescia è stata scelta perché rappresenta una realtà in cui assistenza, ricerca e riabilitazione psichiatrica sono fortemente integrate. L'Irccs Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli è partner ufficiale di Eucoms e da anni sviluppa attività di ricerca e innovazione sui temi della salute mentale territoriale, della recovery e della riabilitazione, collaborando con alcuni dei principali centri europei. La scelta è stata favorita anche dal fatto che faccio parte del direttivo di Eucoms e ho promosso l’organizzazione del seminario a Brescia, ricoprendone il ruolo di direttrice scientifica. Per noi è un grande onore ospitare questo appuntamento internazionale. Il seminario riunirà clinici, ricercatori, direttori di servizi e persone con esperienza vissuta provenienti da numerosi Paesi europei per confrontarsi sul futuro della salute mentale territoriale. Sarà un'occasione preziosa per mostrare le eccellenze del nostro territorio e, allo stesso tempo, creare nuove collaborazioni scientifiche e professionali a livello europeo.

La sede del Fatebenefratelli
La sede del Fatebenefratelli

Il titolo richiama il passaggio «From asylums to recovery». A quasi cinquant'anni dalla legge Basaglia, quali sono oggi i punti di forza del modello italiano e quali le principali sfide ancora aperte?

La riforma Basaglia ha cambiato radicalmente il modo di intendere la salute mentale, sostituendo l'istituzione manicomiale con servizi territoriali vicini alle persone. È una riforma che continua a suscitare grande interesse a livello internazionale e che rappresenta ancora oggi uno dei principali punti di riferimento per chi si occupa di salute mentale territoriale.

Oggi, però, la sfida si è evoluta. Non basta più garantire cure nel territorio: occorre costruire servizi realmente orientati alla recovery, cioè capaci di accompagnare ogni persona verso una vita significativa, sostenendone autonomia, relazioni sociali, lavoro, studio e partecipazione alla comunità. Le sfide ancora aperte riguardano la riduzione delle differenze tra i servizi nelle diverse regioni italiane, il rafforzamento degli interventi territoriali, il coinvolgimento attivo delle persone e delle famiglie nei percorsi di cura e una maggiore integrazione tra pratica clinica, ricerca scientifica e innovazione.

Quale messaggio volete lasciare ai professionisti europei che visiteranno i servizi di salute mentale del Fatebenefratelli di Brescia? Cosa può insegnare la nostra città all’Europa?

Vorremmo che i colleghi europei trovassero a Brescia un esempio concreto di come la salute mentale territoriale possa coniugare qualità dell'assistenza, riabilitazione, ricerca scientifica e attenzione ai diritti della persona. I servizi del Fatebenefratelli mostrano come sia possibile mettere realmente al centro la persona, costruendo percorsi individualizzati che valorizzano le capacità, l'autonomia e il progetto di vita di ciascuno. Ma il messaggio più importante è forse un altro: nessun Paese possiede tutte le risposte. Questo seminario nasce proprio per favorire uno scambio reciproco di conoscenze ed esperienze. L’Italia, con l'eredità della legge Basaglia e il suo modello di salute mentale territoriale, può offrire un contributo importante all'Europa; allo stesso tempo, il confronto con le esperienze europee rappresenta una straordinaria opportunità per continuare a innovare e migliorare i nostri servizi. È questo lo spirito di Eucoms: costruire una rete europea in cui le buone pratiche diventano patrimonio comune per migliorare la vita delle persone con disturbi mentali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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