Mancano Oss (operatori socio sanitari), Asa (Ausiliari socio assistenziali), infermieri ed educatori: le case di riposo, bresciane e non solo, soffrono di «una grave carenza di personale che ne mette a rischio la tenuta». A sottolinearlo è l’assessora regionale Simona Tironi intervenuta ieri a Brescia per presentare la misura che mira a rendere più appetibile – e soprattutto gratuita – la formazione dei futuri Oss e Asa.
I numeri
Nella nostra provincia – ricordiamo – ci sono 106 Rsa distribuite in 86 comuni che sono in grado di accogliere 8.146 persone (7.452 nel solo territorio di Ats Brescia che non copre la Valcamonica). Hanno le rette medie più basse della Lombardia (a dirlo è l’ultima rilevazione Fnp-Cisl), ma presentano due tipi di problemi: lunghe liste di attesa (si parla di oltre 28mila domande) e, si diceva, mancanza di personale. Luca Degani, presidente di Uneba Lombardia, stima che siano «sotto organico di almeno cinquecento Oss e Asa». Trovare persone motivate a svolgere queste professioni è da tempo un’ardua impresa.




