Rivoluzione dell’ex guardia medica: cosa c’è da sapere

In Asst Valcamonica e Asst Franciacorta è già attivo il modello «Unica»: chiamando il 116117 si viene indirizzati a un medico della centrale di Dalmine che esegue televisite e invia ricette elettroniche. Così si evitano spostamenti da casa
Con la televisita, quando possibile, si evitano spostamenti inutili
Con la televisita, quando possibile, si evitano spostamenti inutili
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«Buonasera, ho la febbre alta da due giorni e non so come comportarmi». Il medico, al telefono, risponde: «Le faccio alcune domande per capire meglio la situazione e inviarle la ricetta sul cellulare». Oppure: «Ho un forte mal di gola e un dolore all’orecchio». La risposta: «Riesce ad attivare la videochiamata? Così capisco se può bastare una terapia oppure se è necessario che si rechi nell’ambulatorio più vicino».

Sono alcune delle telefonate tipo prese in carico dal modello «Unica», già adottato con successo in Valcamonica, attivato dal 3 febbraio nel territorio dell’Asst Franciacorta e destinato a essere progressivamente esteso anche alle altre Asst bresciane. Un sistema che, in linea con il Decreto ministeriale 77 del 2022, riorganizza la Continuità assistenziale, l’ex guardia medica, con l’obiettivo di ridurre il sovraffollamento dei pronto soccorso, limitare gli spostamenti non necessari dei cittadini e potenziare le capacità diagnostiche del Servizio sanitario.

Come funziona

Negli orari in cui i medici di medicina generale non sono attivi (tutti i giorni dalle 19 alle 8, nei prefestivi e nei festivi 24 ore su 24), il cittadino - anziché recarsi spontaneamente in una delle sedi della Continuità assiste - deve contattare il 116117. La chiamata viene presa in carico da un operatore tecnico che raccoglie le prime informazioni e orienta la richiesta. Se necessario, il caso viene trasferito alla centrale «Unica» di Dalmine (Bergamo), dove a interfacciarsi con il cittadino sono i medici di assistenza primaria.

I professionisti, dopo aver valutato il bisogno - anche attraverso una televisita -, possono fornire indicazioni telefoniche, inviare ricette elettroniche per terapie non differibili o di breve durata, fino a 48-72 ore e, in prospettiva, quando sarà approvato il decreto attuativo, trasmettere anche i certificati di malattia. Soluzioni, queste, che permettono ai pazienti di ricevere assistenza senza spostarsi da casa. Quando, invece, dalla valutazione emerge la necessità di una visita, i medici indirizzano il cittadino all’ambulatorio di Continuità assistenziale più vicino oppure attivano la visita a domicilio. E nei casi di maggiore gravità provvedono direttamente a richiedere l’invio dell’ambulanza.

La maxi operazione 

Le prime attivazioni delle centrali Unica – ricordiamo – sono avvenute in Valtellina e nell’area del Comune di Milano. Poi il modello è stato sviluppato nel territorio bergamasco grazie a una progettazione condivisa tra le Asst Papa Giovanni XXIII, Bergamo Est e Bergamo Ovest, in collaborazione con Areu e Ats Bergamo. Il sistema, operativo da luglio 2024, ha progressivamente consolidato il proprio funzionamento fino alla successiva estensione nelle Ats Brianza, Insubria e Pavia, e arrivando quest’anno anche a coprire i territori di Asst Valcamonica (da gennaio) e Asst Franciacorta (dal 3 febbraio).

Vantaggi

Con la nuova modalità organizzativa le sedi territoriali della Continuità assistenziale vengono sgravate dal primo filtro telefonico, consentendo ai medici di concentrarsi sulle prestazioni ritenute necessarie. Restano, tuttavia, confermati i limiti di competenza dell’ex guardia medica: non possono essere richieste ripetizioni di terapie croniche, trascrizioni di prescrizioni redatte da altri medici, richieste di esami o visite specialistiche, certificati per il rientro a scuola o per l’attività sportiva, né prestazioni infermieristiche differibili.

Andrea Ghedi, direttore sociosanitario di Asst Franciacorta, è soddisfatto: «Credo molto in questo nuovo servizio al cittadino, avendolo già implementato nella mia precedente esperienza nel territorio bergamasco. Essendo stato il progettista della centrale Unica per Brescia e Bergamo, è per me motivo di orgoglio ed emozione vedere oggi questo modello pienamente operativo che a regime servirà quasi due milioni di abitanti. Il numero unico 116117 rappresenta un’evoluzione concreta dell’assistenza territoriale: si affianca alle unità d’offerta della Continuità assistenziale e ne rafforza l’efficacia, garantendo un accesso più appropriato, una migliore presa in carico e una gestione più efficiente dei bisogni sanitari non urgenti, anche a tutela dei pazienti più fragili».

Primi risultati

Dal 3 febbraio, nel territorio dell’Asst Franciacorta, le chiamate al 116117 sono state un migliaio. Nel 40% dei casi i medici hanno effettuato una televisita, per un altro 40% si è reso necessario inviare il paziente all’ambulatorio di Continuità assistenziale, ad esempio per il rilascio del certificato di malattia.

Una quota più contenuta di utenti è stata invece indirizzata al pronto soccorso oppure ha ricevuto l’intervento dell’ambulanza. «Tra i punti di forza del servizio - aggiunge Ghedi - c’è il fatto che nella centrale di Dalmine il medico non è mai solo e, in presenza di casi complessi, può confrontarsi con i colleghi».

Tempestività e attenzione ai fragili

Raffaella Chiappini, direttore delle cure primarie dell’Asst, aggiunge che «l’introduzione della centrale Unica consente di qualificare ulteriormente la rete delle Cure Primarie, assicurando una gestione più strutturata e omogenea delle richieste di assistenza non urgente. La valutazione diretta da parte dei medici di assistenza primaria, anche attraverso strumenti di telemedicina, permette di rispondere in modo tempestivo e appropriato, valorizzando l’integrazione tra assistenza territoriale, domiciliare e rete dell’emergenza-urgenza, con particolare attenzione ai pazienti più fragili. La nuova riorganizzazione del servizio garantisce inoltre una migliore fruizione da parte dei cittadini: l’accesso attraverso il triage del numero unico 116117 consente di ridurre le attese, facilitare l’attivazione immediata dei servizi di urgenza quando necessario e indirizzare in modo più rapido verso gli ambulatori disponibili».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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