Ex guardia medica: televisite e ricette a distanza con la centrale Unica

Il servizio parte giovedì 4 dicembre in Valcamonica, poi nel 2026 toccherà ad Asst Franciacorta
Un medico al telefono - © www.giornaledibrescia.it
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Niente più uscite serali (e attese) all’ambulatorio per disturbi improvvisi: basterà mettersi in contatto con il medico, spiegare i sintomi, e – se le condizioni fisiche lo permettono – la visita avverrà a distanza. La svolta sta per arrivare anche nel Bresciano: consentirà di riservare l’intervento diretto ai casi che effettivamente lo richiedono, snellendo il sistema e avvicinando le cure al paziente.

A cambiare volto – prima in Valcamonica, poi nel territorio di Asst Franciacorta e in futuro anche nel resto della provincia – sarà il servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica). In concreto il modello che è già realtà per esempio a Milano, Bergamo, Sondrio, Monza Brianza, Lecco e Como verrà applicato anche da noi.

Il modello

Come spiega Andrea Ghedi, direttore sociosanitario della Asst Franciacorta, «l’utente che dalle 20 alle 8 e nel fine settimana necessita dell’ex guardia medica dovrà contattare il numero 116117 gestito da Areu. La chiamata arriverà alla centrale Unica di Dalmine. Risponderà un centralinista formato che, a differenza di quanto accade oggi, potrà decidere di passarla direttamente a un medico in grado di eseguire la televisita al telefono o, se necessario, in videochiamata.

Il medico potrà anche prescrivere farmaci inviando sul cellulare del paziente la ricetta dematerializzata. Non potrà invece, almeno fino a quanto non arriverà il decreto attuativo, concedere le giornate di malattia. L’esperienza delle altre province dimostra che in questo modo il 60% delle chiamate può essere gestito a distanza senza che il paziente o il medico debbano spostarsi».

Il nuovo modello, è bene precisarlo, non sostituisce le postazioni fisiche della continuità assistenziale che in Asst Valcamonica si trovano a Edolo, Piancogno, Pisogne e Ponte di Legno e in Asst Franciacorta sono a Rovato, Palazzolo, Montisola, Orzinuovi, Marone, Iseo e Dello. «Nel nostro caso il servizio viene coperto da una quarantina di figure - spiega Ghedi - che potranno scegliere se svolgere dei turni anche alla centrale di Dalmine. Ad oggi registriamo 20mila accessi l’anno: il fatto di poterne potenzialmente gestire almeno la metà grazie alla telemedicina sarà un grande passo avanti».

Pronti, via

La prima zona della nostra provincia a partire sarà la Valcamonica: come spiega il direttore generale della Asst Corrado Scolari, «il nuovo modello inizierà a essere applicato da giovedì 4 dicembre. Nella vicina Valtellina il servizio viene svolto in questo modo da tempo e con buoni risultati. La speranza è che, riducendo il numero di accessi da gestire in presenza, i medici di continuità assistenziale possano concentrarsi sui casi che rendono necessario il loro intervento in presenza, anche a domicilio». A volte, infatti, ci si reca dalla ex guardia medica per un consiglio o una prescrizione che possono ottenere risposte anche a distanza.

Anche la Valcamonica farà riferimento alla centrale di Dalmine. Nel 2026 (la data non c’è ancora) toccherà al territorio della Asst Franciacorta, come presentato nei giorni scorsi ai sindacati. Il nuovo servizio verrà poi esteso anche all’area di competenza delle altre due Asst, ossia Spedali Civili e Garda.

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