Medici di famiglia, «una task force per curare il malfunzionante Siss»

«Il Sistema informativo socio-sanitario (Siss) è una colonna portante della sanità lombarda, ma il suo sempre più frequente malfunzionamento rischia di compromettere l’operatività dei medici di medicina generale e la qualità del servizio per i cittadini». A dirlo è il consigliere regionale Massimo Vizzardi che sul tema ha presentato una mozione – poi bocciata dal Consiglio – che chiedeva «maggiore efficienza e trasparenza da parte di Aria Spa» nella gestione, appunto, di un sistema informatico fondamentale in quanto viene utilizzato nella quotidianità per dematerializzare le ricette e creare i certificati di malattia.
I disservizi
«Il 2025 ha visto un incremento del 26% dei disservizi Siss nei soli primi quattro mesi, con gravi ripercussioni operative – fa sapere il consigliere del Gruppo Misto –. Per questo sono molto amareggiato che il Consiglio regionale abbia respinto la mia mozione».
Nel dettaglio Vizzardi chiedeva «l’istituzione di una task force dedicata, con competenze specifiche, per gestire in modo tempestivo criticità e incidenti tecnici; l’attivazione di un canale diretto e tracciabile per i medici di medicina generale, che consenta segnalazioni rapide e monitoraggio continuo da parte della Direzione generale Welfare; la promozione di un processo reale di interoperabilità tra tutte le componenti del sistema (ospedali, medicina territoriale, farmacie). E ancora: la condivisione periodica con il Consiglio dei risultati dell’assessment in corso, affidato al Politecnico di Milano; e, se necessario, una revisione dei vertici di Aria Spa, società in-house responsabile del sistema, per garantire una governance più efficace».
Critiche
«Non è accettabile – commenta – che i medici di medicina generale, già gravati da un numero sproporzionato di pazienti e di pratiche burocratiche, debbano anche fare i conti con continui disservizi della piattaforma. Il Siss deve diventare ciò che è stato pensato per essere: un’infrastruttura digitale al servizio di cittadini e operatori. Ma per farlo, servono interventi mirati, trasparenza nella gestione e un cambio di passo».
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