Salute e benessere

Poliambulanza: aumentano ricoveri, interventi e dimissioni protette

Presentato il bilancio sociale che fotografa «bisogni di cura più articolati e costi in salita»
Barbara Fenotti
Fondazione Poliambulanza - Foto © www.giornaledibrescia.it
Fondazione Poliambulanza - Foto © www.giornaledibrescia.it

Un ospedale che cresce dentro una sanità che cambia. Il Bilancio sociale 2025 di Poliambulanza, presentato ieri, tiene insieme l’aumento dell’attività e il peso di un contesto sempre più complesso: pazienti più anziani, bisogni di cura più articolati, costi in salita e risorse da governare con attenzione. Il documento restituisce così l’immagine di una struttura in espansione, ma anche di un sistema sanitario chiamato a misurarsi con sfide sempre più impegnative.

I dati

Nel 2025 sono stati ricoverati in Poliambulanza 30.892 pazienti, in aumento rispetto all’anno 2024 (+2,5%). I ricoveri di tipo chirurgico sono aumentati del 6% e rappresentano il 52,2% dei ricoveri complessivi; inoltre, si registra un incremento del 8,8% degli interventi chirurgici svolti in regime ambulatoriale.

In totale, nelle 19 sale operatorie, sono stati eseguiti complessivamente 20.444 interventi chirurgici (+6,6% rispetto al 2024), per un totale di 26.166 ore di attività in sala operatoria. Il 37% dei pazienti ricoverati proviene dal Pronto soccorso ed i reparti maggiormente interessati sono: Neurologia e Stroke Unit (89% di ricoveri da PS), Geriatria (88% di ricoveri da PS), Pediatria (80% di ricoveri da PS), Medicina Generale (78% di ricoveri da PS), e Cardiologia (40% di ricoveri da PS).

Nei 20 letti di Terapia Intensiva (Polifunzionale, Cardiovascolare e postoperatoria) sono state registrate complessivamente 5.924 giornate di degenza (+11,4% rispetto al 2024), con un tasso di occupazione medio annuo, calcolato sui posti letto attivi, superiore al 70%.

Continua a crescere anche l’attività ambulatoriale: i pazienti esterni che hanno utilizzato i servizi della struttura sono stati oltre 520mila, con una media giornaliera di più di duemila accessi.

Prospettive

«Il Bilancio sociale rappresenta uno strumento attraverso il quale rendiamo conto del nostro impegno verso la comunità di riferimento - ha sottolineato Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza -. Leggere i segni dei tempi significa comprendere i cambiamenti dei bisogni di salute e investire nelle persone, nell’innovazione e nella qualità delle cure, mantenendo saldo il legame con l’identità storica dell’istituto».

I vertici della Fondazione Poliambulanza hanno presentato il bilancio sociale © www.giornaledibrescia.it
I vertici della Fondazione Poliambulanza hanno presentato il bilancio sociale © www.giornaledibrescia.it

Un approccio che si traduce anche negli investimenti: nel corso del 2025 Poliambulanza ha destinato oltre 31 milioni di euro a tecnologie, infrastrutture e innovazione. Tra gli interventi più significativi figura la nuova Medicina nucleare, dedicata alla diagnosi e al trattamento dei tumori e dotata di una nuova Pet. Proprio l’oncologia continua a rappresentare uno dei settori di maggiore attività: gli interventi di chirurgia oncologica sono stati 1.950, in aumento del 12,6%, mentre nell’ambito degli screening sono state eseguite 7.740 mammografie e centinaia di colonscopie con rimozione di polipi.

Anche l’area cardiovascolare conferma volumi elevati, con quasi 3.800 ricoveri complessivi. A crescere è anche la complessità clinica dei pazienti, in particolare nelle aree medica e geriatrica, dove aumentano pluripatologie e fragilità. Non a caso nel 2025 le prese in carico da parte del Servizio dimissioni protette hanno superato quota 3.100, segnando un incremento superiore al 15%.

Il quadro generale

Marcellino Valerio, direttore generale di Poliambulanza, ha richiamato il quadro, influenzato anche dall’instabilità geopolitica, nel quale oggi si muovono le strutture sanitarie. «L’Italia è il Paese più longevo d’Europa e Brescia, con una speranza di vita alla nascita di 84,5 anni, presenta valori ancora superiori alla media nazionale.

È un risultato positivo, ma comporta bisogni assistenziali sempre più complessi». A fronte di questo, ha osservato Valerio, il sistema sanitario italiano continua a essere tra i meno finanziati d’Europa: «Spendiamo circa la metà rispetto ad altri Paesi europei comparabili, pur continuando a garantire risultati di assoluta eccellenza». Un quadro reso ancora più difficile dal fatto che «l’inflazione cumulata dal 2013 al 2025 è cresciuta del 24%, mentre le tariffe di rimborso sono rimaste sostanzialmente ferme».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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