Primo prelievo d’organi alla Poliambulanza, vince il «Sistema Brescia»

Dalla sensibilizzazione ai fatti. Nella Giornata nazionale dedicata alla donazione di organi e tessuti, in città è arrivato un segnale concreto che rafforza la rete sanitaria: alla Poliambulanza è stato eseguito il primo prelievo multiorgano da donatore a cuore battente, con il supporto dell’Asst Spedali Civili. Un risultato che traduce nella pratica il valore della donazione e segna un passaggio importante nella collaborazione tra strutture pubbliche e private non profit.
Il percorso
«Con questo intervento entriamo a pieno titolo nella rete nazionale dei trapianti – commenta il direttore sanitario Angelo Meloni –. Si tratta di un traguardo significativo, frutto di un percorso durato un anno e mezzo, costruito passo dopo passo grazie alla collaborazione con gli Spedali Civili, che ringraziamo per il supporto e l’affiancamento. Un risultato che possiamo definire una vittoria per il sistema Brescia». In passato l’ospedale di via Bissolati contribuiva alla rete segnalando i potenziali donatori e trasferendoli all’ospedale Civile.

Nel 2025, però, il quadro normativo regionale è cambiato: le regole di sistema impongono anche alle strutture private accreditate sede di Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello di eseguire direttamente i prelievi. È il caso della Poliambulanza, realtà non profit con oltre 600 posti letto e un pronto soccorso che registra più di 87mila accessi all’anno. Si è palesata, quindi, la necessità di fare di più potenziando la collaborazione con gli Spedali Civili, nello specifico con la Direzione sanitarie e il Coordinamento ospedaliero procurement di secondo livello.
Il prelievo
Concluso il percorso di formazione, domenica, Giornata nazionale per la donazione e il trapianto di organi e tessuti, è stato eseguito in Poliambulanza il primo prelievo multiorgano a cuore battente. «L’attività svoltasi il 19 aprile – prosegue Meloni – ha richiesto un impegno organizzativo complesso e la gestione di un intervento particolarmente delicato, sviluppato con il coinvolgimento di diverse unità operative e di équipe mediche, infermieristiche e sanitarie intervenute nelle varie fasi del percorso nell’ambito della rete trapiantologica. È proprio questo lavoro di rete, fondato su competenze integrate, coordinamento e capacità di operare in piena sinergia, che ha reso possibile la buona riuscita dell’intervento».

Nuovo obiettivo
Il prossimo obiettivo, annuncia il direttore sanitario, è «l’esecuzione, entro la fine dell’anno, del primo prelievo a cuore fermo». Intanto Meloni esprime riconoscenza a tutte le persone che hanno reso possibile questo traguardo: «Ringrazio il donatore e i suoi familiari per la coraggiosa scelta compiuta, gli Spedali Civili, le équipe giunte da altri ospedali italiani e, naturalmente, la grande famiglia della Poliambulanza».
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