Le chiamano le «punture per dimagrire» e negli ultimi mesi sono diventate uno dei temi più discussi quando si parla di obesità. Ma cosa sono davvero? E soprattutto: rappresentano una svolta o un rischio? Daniela Affinita ne ha parlato con il dottor Antonio Paroli, endocrinologo, ospite della sesta puntata di Obiettivo Salute, il podcast del Giornale di Brescia realizzato grazie al contributo di Bcc Brescia, disponibile nella sezione podcast del Giornale di Brescia, su Spotify, Spreaker e sulle principali piattaforme audio.
«Questi farmaci non sono magie né scorciatoie, ma strumenti terapeutici importanti – spiega il dottor Paroli – vanno utilizzati in pazienti selezionati e sempre sotto controllo medico».
Come funzionano e cosa è bene sapere
Dottor Paroli, come funzionano queste punture?
«Sono molecole che imitano un ormone intestinale – chiarisce l’endocrinologo – agiscono sul cervello aumentando il senso di sazietà e riducendo la fame , inoltre rallentano lo svuotamento dello stomaco e migliorano il controllo della glicemia: per questo erano nate per il diabete».
Negli ultimi anni questi farmaci hanno cambiato destinazione d’uso, da farmaci per diabetici a terapia per l’obesità?
«La vera rivoluzione è che oggi vengono utilizzati anche in persone non diabetiche, parliamo di pazienti con obesità o sovrappeso importante, per i quali la sola dieta spesso non è sufficiente. È un cambio di paradigma: non si parla più solo di forza di volontà, ma di una malattia che può essere curata anche farmacologicamente».
La dieta, quindi, non è superata nonostante il successo mediatico delle «punture», il ruolo dell’alimentazione resta centrale?
«La dieta non è superata, anzi, questi farmaci funzionano meglio se inseriti in un percorso completo che comprende alimentazione corretta e attività fisica, pensare di dimagrire solo con una puntura è un errore – aggiunge - serve sempre un cambiamento dello stile di vita».
Parliamo di effetti collaterali…
«I benefici sono evidenti: perdita di peso significativa e miglioramento metabolico, ma non sono farmaci banali. Gli effetti collaterali più comuni sono gastrointestinali, come nausea o disturbi digestivi e soprattutto devono essere prescritti da un medico: non sono prodotti da usare in autonomia. Non sono farmaci estetici»
Un punto fondamentale riguarda l’utilizzo corretto…
«Non sono farmaci estetici sono indicati per chi ha un problema clinico, non per chi vuole perdere pochi chilogrammi. Il rischio è banalizzare una terapia seria e medicalizzare inutilmente il dimagrimento».
Una nuova era nella lotta all’obesità?
«La diffusione di questi farmaci apre nuove prospettive, ma richiede attenzione. Siamo davanti a un cambiamento importante, ma l’obesità resta una malattia complessa: serve un approccio globale, non una soluzione semplice».



