Salute e benessere

Ipertensione, perché controllare la pressione può salvare la vita

La professoressa Maria Lorenza Muiesan: «Molte persone hanno la pressione alta senza saperlo, è un killer silenzioso». A Brescia screening gratuiti per la Giornata mondiale del 17 maggio
Daniela Affinita
La misurazione della pressione arteriosa
La misurazione della pressione arteriosa

L’ipertensione arteriosa «continua a essere una delle principali emergenze silenziose della nostra società. Troppe persone convivono con valori pressori elevati senza esserne consapevoli». È questo il messaggio lanciato dalla professoressa Maria Lorenza Muiesan, direttrice di Medicina Generale 2 dell’Asst Spedali Civili di Brescia, intervenuta a «Teletutto Racconta» in occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione Arteriosa del 17 maggio.

La campagna internazionale, promossa dalla World Hypertension League, punta a sensibilizzare la popolazione sull’importanza del controllo della pressione arteriosa e della prevenzione cardiovascolare. «L’obiettivo – spiega la professoressa Musan – è aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’ipertensione e ricordare quanto sia fondamentale misurare regolarmente la pressione, anche quando ci si sente bene».

I numeri

I numeri restano preoccupanti: «dai dati raccolti durante la campagna di screening del 2024 emerge che il 12,2% delle persone ipertese non sapeva di esserlo, mentre quasi il 30% di chi era già in terapia non risultava adeguatamente controllato. Inoltre oltre la metà dei partecipanti era in sovrappeso o obesa e, tra questi, quasi il 68% soffriva di ipertensione arteriosa».

Secondo la direttrice Muiesan, il problema principale è che la malattia spesso non dà sintomi evidenti. «Nella maggior parte dei casi l’ipertensione non provoca disturbi e i sintomi compaiono solo quando il danno cardiovascolare è già presente, per questo viene definita un “killer silenzioso” – continua la professoressa Muiesan –. La pressione alta può causare conseguenze molto serie. Parliamo di infarto cardiaco, ictus cerebrale, scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, insufficienza renale, danni alle arterie e persino deficit cognitivi e demenza vascolare. Molti di questi eventi possono però essere prevenuti grazie alla diagnosi precoce e a corretti stili di vita».

Come misurarla

La professoressa Muiesan insiste anche sull’importanza di imparare a misurare correttamente la pressione arteriosa. «La misurazione va effettuata dopo almeno cinque minuti di riposo, evitando prima caffè, tè, alcol, sigarette o attività fisica intensa. È importante utilizzare apparecchi validati e un bracciale adeguato alle dimensioni del braccio». La posizione del corpo durante la misurazione non è un dettaglio secondario: «Bisogna stare seduti in modo confortevole, con la schiena appoggiata allo schienale, i piedi ben poggiati a terra e senza accavallare le gambe. Anche il bracciale deve essere posizionato correttamente, all’altezza del cuore».

Tra i consigli più utili c’è anche quello di controllare la pressione in modo costante. «A casa è raccomandabile effettuare due misurazioni consecutive al mattino e due alla sera per almeno una settimana prima della visita medica, annotando sempre data, ora e valori rilevati. Inoltre, è bene misurare la pressione su entrambe le braccia e poi utilizzare come riferimento il braccio con i valori più alti».

Valori e cure

La specialista sottolinea anche l’importanza di non sottovalutare valori apparentemente borderline. «Anche pressioni superiori a 130/80 meritano attenzione e controlli frequenti nel tempo. Quando invece i valori superano i 140/90 si può parlare di ipertensione arteriosa».

Grande attenzione viene posta sugli stili di vita: «Ridurre il sale è fondamentale: spesso consigliamo di dimezzarne il consumo, evitando cibi troppo salati e limitando il sale aggiunto a tavola. È importante mantenere il peso sotto controllo, fare regolare attività fisica – anche semplicemente camminando a passo svelto per almeno trenta minuti al giorno – e smettere di fumare». Anche l’alimentazione gioca un ruolo centrale. «Bisogna privilegiare pesce, frutta e verdura, limitando invece i grassi animali, il colesterolo e il consumo eccessivo di alcol. Anche il caffè andrebbe moderato, senza superare due o tre tazzine al giorno».

Infine, la professoressa Muiesan richiama l’attenzione sull’aderenza terapeutica. «Molti pazienti interrompono autonomamente le cure quando si sentono meglio, ma è un errore. La terapia antipertensiva va seguita con regolarità e non modificata senza il parere del medico». In occasione della Giornata Mondiale dell’Ipertensione Arteriosa, anche Brescia parteciperà alla campagna di screening promossa dalla Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa. «Domenica 17 maggio – conclude la professoressa Muiesan – sarà presente una postazione in corso Zanardelli, dalle 10 alle 18, dove i cittadini potranno controllare gratuitamente la pressione e ricevere informazioni utili sulla prevenzione cardiovascolare».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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