Salute e benessere

Ordine dei Medici, 9 iscritti su 10 promuovono associazioni e volontari

L’esito di un sondaggio sottoposto ai medici bresciani rafforza l’impegno dell’Ordine a favorire la conoscenza e il dialogo tra i dottori, le associazioni e le istituzioni. Il consigliere Tabaglio: «Vantaggi per tutti, il volontariato è una risorsa per il Ssn in affanno»
Chi ha avuto esperienze con le associazioni dei pazienti ne ha compreso il grande valore
Chi ha avuto esperienze con le associazioni dei pazienti ne ha compreso il grande valore

Conoscere i bisogni dei cittadini è il primo passo per rappresentarli. Per questo l’Ordine dei medici di Brescia guarda con attenzione al mondo del volontariato e, in particolare, alle associazioni dei pazienti, interlocutori privilegiati perché raccolgono esigenze, difficoltà e aspettative di chi si confronta con la malattia e con il sistema sanitario.

L’obiettivo è rafforzare il dialogo tra professionisti e associazioni, favorendo conoscenza reciproca e collaborazione, soprattutto in una fase delicata per il Ssn. In quest’ottica l’Ordine ha sottoposto ai propri iscritti un questionario, con l’intento di approfondire il rapporto tra i medici e il mondo del volontariato che rappresenta un alleato delle istituzioni e una risorsa fondamentale per i sistema.

Chi ha risposto al questionario

Come spiega Erminio Tabaglio, coordinatore del Comitato scientifico Ecm dell’Ordine, «hanno risposto 509 iscritti, un numero significativo e in linea con quello registrato negli altri sondaggi promossi dall’Ordine. Una quota importante dei partecipanti è rappresentata da medici ospedalieri, probabilmente più vicini a questo tema perché molte associazioni gravitano attorno alle strutture sanitarie. Un dato che evidenzia la necessità di rafforzare il legame tra il mondo del volontariato e il territorio».

Il 40% degli intervistati ha più di 65 anni, una fascia di professionisti che, come evidenzia il dottor Tabaglio, «per esperienza e percorso lavorativo, ha avuto più opportunità di confrontarsi con le associazioni».

L’opinione emersa

Centrale nel questionario è stata la domanda sull’opinione dei medici nei confronti delle realtà attive in ambito sanitario e sociosanitario. Il giudizio è ampiamente favorevole: l’87,2% degli intervistati ha espresso un’opinione «molto positiva» o «abbastanza positiva». «È un dato importante, soprattutto per chi guarda con scetticismo a queste associazioni - osserva -. Dimostra che chi ha avuto modo di conoscerle e collaborare con loro ne riconosce il valore e l’efficacia».
Entrando nel merito delle risposte, emerge come i medici riconoscano alle associazioni soprattutto un ruolo di sostegno alle persone più fragili e a chi si trova in condizioni di vulnerabilità sociale.

Chi collabora, chi no

Il 70% degli intervistati dichiara di aver collaborato «frequentemente» o «occasionalmente» con queste realtà e, in nove casi su dieci, l’esperienza viene valutata positivamente. Chi non ha avuto rapporti con il mondo del volontariato indica come principale motivo la mancanza di tempo.

«Gli ospedali lavorano sotto organico e molti medici di famiglia hanno già raggiunto il massimale di assistiti – osserva Tabaglio, medico di famiglia per 40 anni a Concesio ora in pensione –. Per questo l’Ordine si impegna a favorire una maggiore conoscenza delle associazioni tra i propri iscritti, in particolare tra i professionisti che operano sul territorio». Interessante anche la risposta relativa agli ostacoli alla collaborazione. La maggior parte degli intervistati richiama una scarsa conoscenza reciproca, il 10% esprime dubbi sulle competenze e sull’affidabilità delle associazioni. «In alcuni casi c’è il timore di una sovrapposizione di ruoli. È un aspetto sul quale dobbiamo lavorare», sottolinea Tabaglio. Infine, la maggioranza dei medici si dichiara favorevole alla creazione di canali strutturati di collaborazione tra professionisti e associazioni, purché siano «semplici e poco burocratici».

L’impegno dell’Ordine

L’esito del questionario, conclude il consigliere Tabaglio, rafforza la volontà dell’Ordine di promuovere il dialogo tra medici, associazioni e istituzioni, favorendo occasioni di incontro e collaborazione. L’obiettivo è costruire una rete sempre più solida, capace di mettere a sistema competenze, esperienze e bisogni a beneficio dei cittadini. In questa prospettiva, le Case di comunità potrebbero rappresentare un luogo privilegiato di confronto e di raccordo tra professionisti sanitari, volontariato e servizi del territorio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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