Missione compiuta: gli Spedali Civili sono il primo ospedale pubblico generalista italiano (non Irccs) a ricevere il riconoscimento ufficiale da parte dell’Organisation of European Cancer Institutes (Oeci) quale Comprehensive Cancer Center. Il 18 giugno a Varsavia si terrà una cerimonia nel corso della quale il direttore generale Luigi Cajazzo riceverà il certificato d’ingresso in Oeci. Il presidio ospedaliero bresciano entra dunque nel network internazionale dell’Oncologia, grazie a un modello organizzativo, clinico e scientifico capace di garantire standard elevatissimi nella presa in carico del paziente. I dettagli saranno forniti alla stampa giovedì.
L’iter per l’accreditamento
L’iter per ottenere l’accreditamento da parte dell’Oeci è complesso e richiede alcuni anni. Alcuni mesi fa la Asst ha caricato sul portale dell’Organizzazione più di 1.400 documenti per dimostrare la conformità ai 345 requisiti richiesti. E ha ricevuto la visita di sette ispettori, con nazionalità e competenze diverse, che per tre giorni hanno esaminato ogni aspetto dell’ospedale. Il risultato è stato un report preliminare complessivamente positivo. Ora è arrivata la conferma: gli Spedali Civili hanno ottenuto il riconoscimento come Comprehensive Cancer Center. La differenza, rispetto a Cancer Center, riguarda il volume di pazienti presi in carico, l’impatto dell’attività scientifica e la presenza di un’Unità di Fase I per la sperimentazioni di farmaci non ancora provati sull’uomo.
Le Unità multidisciplinari
Come ci aveva spiegato alcuni mesi fa il prof Alfredo Berruti, direttore dell’Unità operativa di Oncologia medica e professore ordinario dell’UniBs, tra i criteri principali per ottenere questo riconoscimento c’è l’organizzazione dell’attività oncologica in Unità multidisciplinari: ai Civili ce ne sono 14, ciascuna dedicata a uno specifico gruppo di patologie tumorali. Sul fronte della ricerca si valuta il numero delle pubblicazioni scientifiche e il loro impatto. Fondamentale è anche l’interazione con i pazienti, inclusa la collaborazione con le loro associazioni, che devono essere coinvolte nei processi decisionali. Per quanto riguarda la didattica, è necessario dimostrare che il personale è adeguatamente formato e che la formazione continua è garantita. In generale, la qualità dei percorsi clinico-assistenziali deve essere molto elevata.
Ogni Cancer Center ha un board: quello dei Civili è nominato per metà dal direttore generale e per metà dal rettore; coordina le attività delle 14 Unità multidisciplinari e, all’occorrenza, si interfaccia con il board nominato dai pazienti. Serve inoltre una mission specifica, perché non tutti i Cancer Center sono uguali: gli Spedali Civili sono una Asst e il loro obiettivo – come ci aveva spiegato il prof Berruti – è rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, affinché ogni paziente possa ricevere la migliore assistenza oncologica, in tempi rapidi e il più possibile vicino a casa.
I centri in Lombardia
In Lombardia sono quattro i centri già accreditati come Cancer Center: l’Istituto nazionale dei tumori, l’Istituto europeo di oncologia, il San Raffaele e Humanitas. Nel Bresciano, invece, oltre agli Spedali Civili, sta seguendo l’iter anche la Poliambulanza.




