Comprehensive Cancer Center: il Civile di Brescia vicino al traguardo

A buon punto l’iter per certificare il livello di ricerca, multidisciplinarietà e attenzione al paziente
L'ingresso del Civile - © www.giornaledibrescia.it
L'ingresso del Civile - © www.giornaledibrescia.it
AA

Diventare un punto di riferimento oncologico di livello europeo, senza perdere il legame con il territorio: è questo l’obiettivo che gli Spedali Civili si sono dati candidandosi al riconoscimento come Comprehensive Cancer Center. Un traguardo ambizioso, che premierebbe un percorso avviato da tempo. E fondato sulla ricerca scientifica d’avanguardia, sull’approccio multidisciplinare alla cura dei tumori e su un’attenzione crescente alla prevenzione.

Ma il progetto guarda oltre i confini dell’Asst: al centro c’è la volontà di costruire una rete oncologica provinciale, capace di garantire ai pazienti lo stesso livello di presa in carico, ovunque risiedano. Una rete fondata su protocolli condivisi, che sappia indirizzare ciascun paziente verso il centro più adatto vicino al proprio domicilio, in base alla specificità della patologia.

Ispezione avvenuta

L’iter per ottenere l’accreditamento da parte dell’Oeci (Organization of European Cancer Institutes) è complesso e richiede alcuni anni. Gli Spedali Civili e l’Università di Brescia, però, sono già a buon punto. «Abbiamo caricato sul portale dell’Oeci più di 1.400 documenti per dimostrare la conformità ai 345 requisiti richiesti – spiega Alfredo Berruti, direttore dell’Unità operativa di Oncologia medica e professore ordinario dell’UniBs –. Abbiamo anche ricevuto la visita di sette ispettori, con nazionalità e competenze diverse, che per tre giorni hanno esaminato ogni aspetto dell’ospedale».

Il risultato è stato un report preliminare complessivamente positivo. «Ora – prosegue – attendiamo un documento ufficiale che evidenzi sia i punti di forza sia le criticità, o meglio le “opportunity”, come vengono definite dall’Oeci: opportunità di crescita. A quel punto avremo alcuni mesi per rispondere e predisporre un piano di miglioramento». La fase finale sarà decisiva: «Per ottenere la certificazione dovremo dimostrare di saper tradurre i propositi in azioni concrete».

Requisiti

Gli aspetti valutati dall’Oeci sono numerosi e suddivisi in alcune macroaree. «Tra i criteri principali – spiega Berruti – c’è l’organizzazione dell’attività oncologica in Unità multidisciplinari: ai Civili ne abbiamo 14, ciascuna dedicata a uno specifico gruppo di patologie tumorali. Sul fronte della ricerca si valuta il numero delle pubblicazioni scientifiche e il loro impatto. Fondamentale è anche l’interazione con i pazienti, inclusa la collaborazione con le loro associazioni, che devono essere coinvolte nei processi decisionali. Per quanto riguarda la didattica, è necessario dimostrare che il personale è adeguatamente formato e che la formazione continua è garantita. In generale, la qualità dei percorsi clinico-assistenziali deve essere molto elevata».

Ogni Cancer Center ha un board: «Il nostro è nominato per metà dal direttore generale e per metà dal rettore; coordina le attività delle 14 Unità multidisciplinari e, all’occorrenza, si interfaccia con il board nominato dai pazienti».

Vicinanza al territorio

Serve inoltre una mission specifica, perché non tutti i Cancer Center sono uguali. «Noi siamo una Asst – spiega il professor Berruti – e il nostro obiettivo è rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio, affinché ogni paziente possa ricevere la migliore assistenza oncologica, in tempi rapidi e il più possibile vicino a casa. Per raggiungere questo traguardo è fondamentale far crescere la rete con gli ospedali territoriali e i medici di famiglia e definire Pdta (Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali) condivisi, che garantiscano un approccio omogeneo alla malattia e la certezza che tutto il percorso venga gestito nel modo migliore».

In Lombardia

In Lombardia sono quattro i centri già accreditati come Cancer Center: l’Istituto nazionale dei tumori, l’Istituto europeo di oncologia, il San Raffaele e Humanitas. Nel Bresciano, invece, stanno seguendo l’iter per il riconoscimento gli Spedali Civili e la Fondazione Poliambulanza, dove la visita degli ispettori europei è attesa a settembre.

«Se l’operazione andrà a buon fine – sottolinea il professor Berruti – saremo il primo ospedale pubblico in Italia a ottenere il riconoscimento come Cancer Center o addirittura Comprehensive Cancer Center. La differenza riguarda il volume di pazienti presi in carico, l’impatto dell’attività scientifica e la presenza di un'Unità di Fase I per la sperimentazioni di farmaci non ancora provati sull'uomo. Per qualità, numeri e livello della ricerca svolta, questa Asst e questa Università hanno tutti i requisiti per raggiungere l’obiettivo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato

Icona Newsletter

@News in 5 minuti

A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.

Suggeriti per te

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...