Dolore alla schiena, fratture improvvise o formicolii agli arti possono essere i primi segnali di metastasi vertebrali, cellule tumorali migrate verso la colonna da un tumore primario presente in un’altra parte del corpo. Intervenire tempestivamente è fondamentale, così come essere inseriti in un percorso specialistico integrato che possa garantire una valutazione multidisciplinare del caso e il trattamento più adeguato. Con questa consapevolezza, Fondazione Poliambulanza ha creato l’Ambulatorio Metastasi Vertebrali, per favorire la presa in carico coordinata dei pazienti oncologici con metastasi alla colonna vertebrale sospette o già diagnosticate. Vi possono accedere tutti su indicazione dello specialista, del case manager o direttamente del medico di famiglia che rilascia l’impegnativa col Ssn.
Trend, diagnosi e cura
Come spiegano i neurochirurghi Giuseppe Campagna ed Elena Roca, «le metastasi vertebrali rappresentano una complicanza di diverse malattie oncologiche: tumori del rene, del polmone, della prostata, dell’apparato gastroenterico o della sfera ematologica possono diffondersi alle ossa. Rispetto al passato, la loro frequenza è aumentata, perché le nuove conoscenze e terapie hanno allungato la sopravvivenza dei pazienti oncologici. Questo fenomeno rende le complicanze più comuni e sottolinea l’importanza di mettere a disposizione tutti gli strumenti possibili per garantire a queste persone la migliore qualità di vita».

Il primo passo, ovviamente, è la diagnosi, fondamentale per evitare accessi tardivi o in urgenza. «Purtroppo - spiega la dottoressa Roca - accade ancora che persone giungano in pronto soccorso per dolori intensi alla schiena e si scopra solo in quel frangente che la causa sono metastasi vertebrali di un tumore del quale il paziente non era a conoscenza».
In presenza di sintomi come dolore vertebrale persistente, dolore meccanico, difficoltà motorie, alterazioni neurologiche o fratture patologiche il medico di famiglia può valutare di indirizzare il paziente al nostro Ambulatorio».
Team multidisciplinare
Qui – anziché doversi recare personalmente dai vari specialisti - il paziente viene seguito da un team multidisciplinare composto da neurochirurghi, oncologi, radioterapisti, radiologi e neuroradiologi, specialisti della terapia del dolore, fisiatri, fisioterapisti, anestesisti, medici nucleari, psicologi, oltre a personale infermieristico e amministrativo.
In base al quadro clinico, il team – che fa riferimento all’Unità operativa di Neurochirurgia – definisce gli accertamenti necessari e il percorso terapeutico più indicato per ciascun paziente. Come precisa il dottor Campagna, le opzioni a disposizione sono diverse: «Si può optare, ad esempio, per cure palliative di controllo del dolore, trattamenti mininvasivi o interventi chirurgici». Aperto da poco, l’Ambulatorio sta già seguendo dei pazienti provenienti anche da fuori regione.




