Nell’età adulta i vaccini finiscono spesso ai margini della prevenzione. Dopo quelli dell’infanzia, si tende a considerarli un tema esclusivamente pediatrico o legato alle emergenze. Ma la protezione immunitaria non è per sempre: per molte malattie sono necessari richiami periodici e, nel tempo, l’offerta vaccinale è stata aggiornata e ampliata sulla base delle evidenze scientifiche e dell’evoluzione demografica.
Da qui il concetto di «calendario vaccinale per la vita»: un percorso che accompagna ogni persona nelle diverse fasi dell’esistenza, assicurando continuità nella protezione contro tetano, influenza, pneumococco, papillomavirus ed herpes zoster. Uno strumento per ridurre complicanze, ricoveri e conseguenze a lungo termine, soprattutto tra chi convive con malattie croniche o ha superato i 65 anni. Abbiamo approfondito l’argomento con Deborha Pezzola, direttrice della Struttura complessa Vaccinazioni e sorveglianza malattie infettive dell’Asst Spedali Civili, intervenuta nelle scorse settimane alla «Milano... Vaccina 2026» a ritirare un premio relativo all’offerta vaccinale inclusiva proposta in contesti extra-sanitari.




