Gambe «grosse» e doloranti, diete e trattamenti senza risultati: dietro a un problema spesso liquidato come semplice sovrappeso potrebbe nascondersi il lipedema, una patologia che colpisce quasi esclusivamente le donne e che ancora oggi viene spesso diagnosticata in ritardo. Ne abbiamo parlato con Francesco Greco, responsabile dell’Unità chirurgica Cura dell’obesità e delle malattie metaboliche di Poliambulanza.
Dottor Greco, che cos’è il lipedema?
È una patologia cronica del tessuto adiposo sottocutaneo che colpisce quasi esclusivamente le donne e interessa in particolare gli arti inferiori e, in alcuni casi, quelli superiori. È conosciuta da quasi un secolo, ma per molto tempo è rimasta poco nota. In Italia ha ricevuto maggiore attenzione negli ultimi anni anche grazie al lavoro che abbiamo condotto insieme ad alcuni colleghi specialisti di altre discipline. Abbiamo cercato di fare chiarezza su diversi aspetti della malattia e abbiamo diffuso maggiore consapevolezza nel mondo medico. Nel 2021 a Copenaghen abbiamo fondato l'International lipedema association (Ila) coinvolgendo specialisti da 22 Paesi da tutto il mondo.

Quali sono i sintomi più frequenti?
Le gambe appaiono sproporzionate rispetto al resto del corpo poiché il tessuto adiposo si distribuisce in modo anomalo. La malattia oltre che inestetismo può provocare dolore, ipersensibilità al tatto, senso di pesantezza, formicolii, fitte e limitazione nei movimenti.
Da che cosa dipende?
Le cause non sono ancora state del tutto chiarite. Spesso esiste una predisposizione familiare, riscontrabile tra i parenti di primo o secondo grado. Il lipedema può comparire o diventare più evidente durante fasi della vita caratterizzate da importanti cambiamenti ormonali, come la pubertà e la gravidanza o stress importanti come un lutto.
Quali conseguenze può avere sulla vita delle pazienti?
Nella maggior parte dei casi le donne convivono a lungo con questa condizione senza ricevere una diagnosi. La mancata comprensione del problema può favorire la comparsa di meccanismi di difesa, difficoltà psicologiche o disturbi del comportamento alimentare. Molte pazienti passano da uno specialista all’altro alla ricerca di una soluzione. Alcune si rivolgono all’angiologo, ma il lipedema non è primariamente una malattia del sistema venoso né del sistema linfatico.
Come si arriva alla diagnosi?
La diagnosi è clinica e si basa sulla storia della paziente, sull’osservazione e sulla palpazione dei tessuti. Non esistono attualmente esami del sangue o esami diagnostici validati per riconoscere il lipedema.
Quali trattamenti sono disponibili?
La lipoaspirazione chirurgica può essere presa in considerazione in casi selezionati, generalmente dopo un percorso di trattamento conservativo. Possono essere necessari più interventi sequenziali che devono essere effettuati da personale altamente specializzato e con tecnologie specifiche. La presa in carico della paziente portatrice di lipedema deve comprendere in primis il controllo del peso in presenza di sovrappeso o obesità incentivando una corretta alimentazione, una maggiore attività fisica e l’uso di indumenti contenitivi, con l’obiettivo soprattutto di ridurre i sintomi legati al dolore e migliorare la funzionalità.
Non esiste oggi una cura «magica» e risolutiva del lipedema, ma attraverso un approccio multidisciplinare fisiatrico-nutrizionale-chirurgico ed endocrinologico si può migliorare la qualità di vita ed arrestare o retrostadiare la progressione della malattia.
Lipedema e obesità possono coesistere?
Sì. Il lipedema può essere presente anche nelle donne con obesità, compresa quella grave. In questi casi è necessario valutare entrambe le condizioni e definire il percorso terapeutico più appropriato per la singola paziente. La chirurgia bariatrica è estremamente efficace nel trattare i casi di obesità grave con lipedema sovrapposto, ma anche in questo caso la scelta ed il timing dell'intervento devono essere dettati da personale medico altamente competente e va considerato un punto di partenza per una sostanziale modifica dello stile di vita. Il supporto psicologico e nutrizionale è fortemente raccomandato in tutti i casi. La novità più eclatante in tema di terapia del lipedema è l'uso dei farmaci anti-obesità.
Non vi sono ancora certezze in merito all'efficacia di queste molecole nel lipedema «puro», cioè nelle pazienti normopeso, ma nella pratica clinica molte pazienti in sovrappeso riferiscono un immediato sollievo dai sintomi oltre che un certo grado di benessere psicologico riconducibile alla riduzione del senso di fame.




