Farmacista «facilitatore» delle cure: così cresce la sanità territoriale

Meno ricette rosse, più servizi di prossimità. Dalla telemedicina alle analisi del sangue, fino alle vaccinazioni e al «deblistering». È la strada indicata alle farmacie dalla Regione negli indirizzi di programmazione del Servizio sanitario regionale per il 2026, approvati dalla Giunta Fontana.
Un piano che punta a rendere le farmacie sempre più vicine ai cittadini e centrali nella sanità territoriale. «Una conferma – commenta Francesco Rastrelli, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Brescia e delegato regionale Fofi Lombardia – che la farmacia è oggi una componente strutturale del Ssr: digitalizzazione delle ricette, deblistering, farmacia dei servizi e assistenza ai pazienti cronici non sono più sperimentazioni, ma strumenti concreti di sanità territoriale. I farmacisti lombardi sono pronti a svolgere questo ruolo con competenza, responsabilità e spirito di servizio nei confronti dei cittadini».
Basta ricette rosse
Si parte dalle ricette. La Regione punta a completarne la dematerializzazione, in linea con quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2025. Il processo non è immediato: quelle rosse sono ancora largamente utilizzate (nel 2024 ne sono state emesse 3 milioni, pari al 5% del totale).
Un dato legato anche ai frequenti malfunzionamenti del Siss, il sistema informatico che gestisce le prescrizioni elettroniche. Quando il sistema si blocca, ai medici di famiglia non resta che tornare al vecchio blocchetto cartaceo.
L’obiettivo 2026 fissato dalla delibera è dimezzarne l’utilizzo. «La farmacia è direttamente coinvolta in questo processo che – osserva Rastrelli – mira a ridurre i costi amministrativi del sistema, limitare errori prescrittivi e interpretativi e rendere più fluida e sicura l’erogazione dei farmaci».
In tale ottica da quest’anno alcune molecole strategiche (come Denosumab, Enoxaparina e Gpl-1) possono essere prescritte solo tramite ricetta elettronica.
La delibera dedica un passaggio al «deblistering», l’operazione di rimozione dei farmaci dalla confezione originale per predisporli in dosi personalizzate ad uso di pazienti anziani o cronici con l’obiettivo di favorire l’aderenza terapeutica, ridurre gli errori di assunzione e semplificare la gestione della terapia. Questa pratica, a cura delle farmacie, è destinata a diffondersi. Per ora nel Bresciano è rivolta soprattutto alle Rsa ed è a pagamento.
Farmacie dei servizi
Centrale è il capitolo sulla farmacie dei servizi: «La delibera – commenta Rastrelli – sancisce la continuità e la piena integrazione nel Ssr dei servizi erogati dalle farmacie, superando così la fase sperimentale».
Il riferimento è, ad esempio, ad attività di screening, analisi del sangue, servizi di telemedicina come Ecg, Holter pressorio e Holter cardiaco, servizi digitali di front office per il Fascicolo sanitario elettronico (scelta e revoca del medico...) e attività vaccinali e di prevenzione.
«A livello nazionale – aggiunge il presidente – la stabilizzazione dei servizi è accompagnata da un riconoscimento delle farmacie come strutture sanitarie eroganti prestazioni sanitarie e sociosanitarie a pieno titolo».
Le novità
Un ulteriore ambito di sviluppo riguarda l’assistenza alle persone con diabete: nel 2026 è previsto l’avvio di un progetto sperimentale che sfrutterà gli eventi di ritiro dei presidi in farmacia. In tale contesto, il farmacista potrà, in modo sicuro e nel rispetto della privacy, acquisire dal dispositivo di monitoraggio della persona con diabete i dati glicemici e – senza poterli leggere – renderli disponibili sulla piattaforma Assist@nt.
Lì un algoritmo analizzerà automaticamente i dati raccolti e notificherà al medico solo le situazioni rilevanti, permettendo allo stesso di attivare un contatto con l’assistito per rimodulare la terapia in modo tempestivo. «Il farmacista diventa, così, un facilitatore del percorso di cura».
Validità ampliata
A tutto ciò vanno aggiunte le novità previste per i pazienti cronici dal Decreto Semplificazioni e dalla Legge di Bilancio 2026: ricette valide fino a 12 mesi e un Fascicolo sanitario elettronico che, con l’introduzione del Dossier farmaceutico, consentirà al farmacista di registrare ogni terapia.
Nei prossimi mesi, inoltre, il verbale di dimissioni dal pronto soccorso verrà implementato affinché possa consentire la dispensazione della terapia senza che il paziente debba recarsi dal medico di famiglia o dall’ex guardia medica.
È infine già realtà un’altra semplificazione: «Non è più necessario che il paziente si presenti in farmacia mostrando il proprio cellulare con il codice della ricetta dematerializzata – conclude Rastrelli –. È sufficiente la tessera sanitaria: il farmacista accede al Fascicolo elettronico e recupera la prescrizione».
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