Salute e benessere

Del Bono e Cominelli: «La sanità in Lombardia sempre meno eccellente»

I rappresentanti bresciani del Pd commentano il sesto posto della Regione nella graduatoria del Ministero della Salute sulla qualità dell’assistenza sanitaria: «Se il cittadino vuole curarsi con una tempistica adeguata deve pagare»
Paola Gregorio
Emilio Del Bono e Miriam Cominelli - © www.giornaledibrescia.it
Emilio Del Bono e Miriam Cominelli - © www.giornaledibrescia.it

Il sesto posto della Lombardia nella graduatoria del Ministero della Salute sulla qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni «non è una bocciatura ma testimonia la progressiva perdita di eccellenza della sanità lombarda». Così Miriam Cominelli e Emilio Del Bono, consigliera regionale e vicepresidente del Pd nell’assise consiliare del Pirellone commentano la classifica del nuovo sistema di garanzia ministeriale che assegna un punteggio sui Lea, i Livelli assistenza: i dati aggiornati al 2024.

Il punteggio si ricava dalla misurazione di ottantotto parametri che valutano la prevenzione e l’assistenza territoriale e ospedaliera. «La Lombardia in passato era sempre al primo posto – ricorda Cominelli –. Siamo ancora nella parte alta della graduatoria, ma siamo stati sorpassati da altre regioni del Nord, come Veneto ed Emilia Romagna, che guardavano alla Lombardia come modello, E questo in un territorio che dedica l’ottanta per cento del bilancio, 20 milioni, alla sanità, e ha il primato del privato accreditato».

Tra le criticità, conclude Cominelli, «le lunghe liste d’attesa e la medicina territoriale che dovrebbe contribuire a contenere l’accesso al Pronto soccorso. In Lombardia se il cittadino vuole curarsi con una tempistica adeguata deve pagare. Questo significa non rispettare il dettato dell’articolo 32 della Costituzione. Ci chiediamo perché il centrodestra non si attivi, ad esempio con investimenti per il personale sanitario».

«La graduatoria conferma l’andamento degli anni precedenti e il progressivo arretramento – sottolinea Del Bono –. Il primo dato che emerge è il consolidarsi della perdita dell’eccellenza lombarda nella sanità. Davanti alla Lombardia non ci sono solo Veneto, Emilia Romagna e Toscana, ma anche sistemi sanitari con una storia di eccellenza meno significativa quali Piemonte e Provincia autonoma di Trento».

La direzione per tornare al primato, per il Pd, è «cambiare rotta e correggere una doppia fragilità». «Ovvero un sistema ospedaliero di eccellenza concentrato in area urbane e a forte economia di scala e la debolezza nella sanità di territorio nella parte di prevenzione e diagnostica – spiega Del Bono –. Oggi fissare una visita specialistica in tempi decenti è quasi impossibile e troppo spesso chi può permetterselo si rivolge al privato pagando di tasca propria. Il problema non è l’inefficienza del sistema ma regole distorte frutto di precise scelte politiche che vanno riviste”. Del Bono cita le osservazioni della Corte dei Conti sul bilancio regionale che “sulla sanità rileva due anomalie, le diseguaglianze tra i territori e la debolezza della sanità territoriale, figlia di una non corretta allocazione delle risorse».

«La Regione si gloria dei fondi Pnrr per ospedali e Case di comunità e statali per l’edilizia sanitaria arrivati dai Governi Conte e Draghi. Che peraltro la Lombardia sta usando con ritardo – conclude –. Ma non dipendono appunto da scelte regionali. I magistrati contabili segnalano inoltre che solo tre strutture lombarde su 192 hanno raggiunto gli obiettivi fissati per le Case di Comunità, evidenziando una discrepanza con i dati comunicati dalla Regione che parla di 26 su 192».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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