La salute delle persone è legata a quella degli animali e dell’ambiente. È il principio alla base di «One Health», il modello che considera il benessere come il risultato dell’equilibrio tra fattori sanitari, sociali e ambientali e mette la prevenzione al centro, intervenendo sui rischi prima che si trasformino in malattia.
Verso il manifesto
L’occasione per approfondire ed estendere questo approccio si è presentata oggi in Poliambulanza, durante il congresso promosso dall’Intergruppo parlamentare Prevenzione e riduzione del rischio, guidato dall’onorevole bresciano Gian Antonio Girelli, e organizzato da Motore Sanità. Obiettivo dell’incontro, che prosegue domani mattina, definire un manifesto con priorità, responsabilità, investimenti e indicatori misurabili: un documento operativo messo nero su bianco a Brescia con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per l’intero Paese.
Ad aprire la due giorni è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha ribadito la centralità della prevenzione, definita «una priorità assoluta di questo Governo. Il compito del Ministero della Salute dovrebbe essere evitare che gli italiani si ammalino, affinché il Servizio sanitario nazionale continui a essere efficiente, moderno e apprezzato».
Impegno per il personale sanitario
Nel suo intervento Schillaci ha sottolineato il ruolo delle Case di comunità, che «non sono scatole vuote», e dei medici di famiglia, «che ho fortemente voluto» al loro interno, soprattutto sul fronte della prevenzione «perché è il professionista che conosce meglio il paziente e la sua storia, anche familiare. Proprio per questo può promuovere una prevenzione sempre più personalizzata e indicare gli screening più appropriati».

Il ministro ha poi annunciato un impegno per rafforzare e valorizzare il personale: «La prossima settimana incontrerò il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Chiederemo di aumentare gli organici e di retribuire meglio chi lavora nel Servizio sanitario nazionale. Vogliamo investire in nuove assunzioni, incentivare i professionisti a restare nel Ssn e migliorare le loro prospettive di carriera».
Schillaci ha parlato anche di maggior flessibilità: «Il contratto a 38 ore per i giovani medici di oggi potrebbe non essere la soluzione migliore. Nella vita di una persona può non essere sempre la migliore scelta stare 38 ore in ospedale. Penso alle donne, che sono il futuro della medicina: servono contratti di lavoro più flessibili e meno burocrazia e far sì che i giovani facciano prima carriera. Questi sono, infatti, i motivi per i quali vanno all’estero».
Il ministro è stato premiato dal Fatebenefratelli «per il suo impegno continuo a favore della prevenzione, della cura della salute mentale e della lotta allo stigma».
Salute mentale
Riflettendo sul concetto di «One Health» il presidente del Consiglio superiore di Sanità Alberto Siracusano ha richiamato la necessità di «costruire una cultura della salute capace di includere anche la salute mentale». Un’attenzione che deve estendersi al mondo digitale, perché «oggi molte patologie trovano terreno proprio nell’ambiente virtuale».
Ha spostato il focus su urbanistica e politiche sociali la sindaca di Brescia Laura Castelletti: «Pensare in ottica One Health significa costruire la città nella quale viviamo facendo in modo che sviluppo, sostenibilità e benessere crescano insieme. È questa la strada che stiamo percorrendo: anagrafe dei fragili, piano Aria e Clima, investimenti nel trasporto pubblico, rigenerazione urbana, musei gratuiti per i giovani. Perché la prevenzione non comincia dagli screening bensì prima, dalle opportunità di movimento, dagli spazi verdi, da un’alimentazione sana e dalla capacità di contrastare le disuguaglianze».
Per fare prevenzione serve la collaborazione di tutti: «Noi proponiamo screening oncologici, da ultimo quello del polmone, ma i cittadini devono aderirvi - ha detto l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso -. Sulle vaccinazioni otteniamo buoni risultati, ma siamo lontani dall’essere soddisfatti». L’ex capo della Protezione civile ha portato un esempio concreto dell’efficacia della prevenzione: «Da quando ai neonati lombardi vengono proposti gli anticorpi monoclonali contro il virus sinciziale i casi di bronchiolite sono crollati. Prima, invece, avevamo i pronto soccorso pediatrici e le terapie intensive neonatali pieni».
Verso l’Irccs
Sull’importanza di ridurre i rischi si è soffermato anche il professor Mario Taccolini, presidente di Poliambulanza: «Senza prevenzione non c’è un futuro credibile per il Ssn e per la coesione delle nostre comunità. Un sistema che interviene soltanto quando la malattia è già manifesta è destinato a rincorrere i problemi e ad accrescere le disuguaglianze. Prevenire significa invece anticipare i bisogni, mettendo in rete conoscenze, dati, professionalità e alleanze, affinché i problemi vengano affrontati prima di esplodere. È questo il senso profondo del modello “One Health”, che ci ricorda come la salute umana sia inseparabile da quella degli ecosistemi e delle comunità in cui viviamo».

Il prof. Taccolini ha poi richiamato il ruolo della gastroenterologia: «Le malattie dell’apparato digerente rappresentano un terreno decisivo per la prevenzione. Anche per questo Poliambulanza ha avviato il percorso per ottenere il riconoscimento come Irccs proprio nell’area della gastroenterologia».
Innovazione
Luigi Cajazzo, direttore generale dell’Asst Spedali Civili, ha allargato la riflessione al valore dell’integrazione tra ospedale e territorio e dell’innovazione scientifica e tecnologica: «Con l’Università degli Studi di Brescia abbiamo istituito un comitato di indirizzo sull’intelligenza artificiale, che ha elaborato linee guida per un uso corretto dello strumento, poi trasmesse a tutti i dipartimenti». Cajazzo ha inoltre fatto cenno alla maxi ristrutturazione in programma, ispirata a un modello di «architettura che cura».

Il tema è stato approfondito, in mattinata, durante la visita del ministro ai Civili, che ha riguardato anche la Medicina nucleare. Presente l’assessore Berolaso, che ha evidenziato: «Brescia rappresenta un laboratorio di innovazione per la nostra Regione: qui sperimentiamo modelli organizzativi, tecnologie e percorsi assistenziali che poi estendiamo all'intero territorio lombardo»
Tornando al congresso, al direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo è spettato il compito di mettere in evidenza l’importanza degli stili di vita lanciando un messaggio di promozione della salute: «Non è mai troppo tardi per cambiare abitudine. Lo si può fare anche in pensione».
La giornata è proseguita con una serie di approfondimenti e, nel pomeriggio, con l’intervento del presidente della Regione Attilio Fontana che ha definito la prevenzione «la stella polare della sanità del futuro».
Il governatore ha ricordato il percorso intrapreso dalla Lombardia per ampliare e rafforzare i programmi di diagnosi precoce, consolidando gli screening oncologici dedicati al tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto e avviando nuovi programmi organizzati per il tumore della prostata e del polmone, con l'obiettivo di garantire ai cittadini percorsi sempre più efficaci, omogenei e basati sulle più aggiornate evidenze scientifiche.
Alleanze
L’auspicio dell’on. Girelli, impegnato domani nella tavola rotonda per la stesura del manifesto operativo è che «Brescia diventi la sede di un momento di riflessione annuale sulla prevenzione. Questa è la sfida. Una sfida che - ha concluso - non può prescindere dall’alleanza tra pubblico e privato, distinguendo tra privato profit e privato non profit».



