Malattie del sangue, a Brescia 1000 casi registrati in un anno

Leucemie acute, linfomi e mielomi sono in progressivo aumento motivo per cui al Civile «è un atto una rivoluzione sotto i profili diagnostico e terapeutico», ha detto la dottoressa Alessandra Tucci
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Malattie del sangue, mille casi all'anno nel Bresciano
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Sono un migliaio le nuove diagnosi di patologie oncoematologiche eseguite nel 2024 dalla struttura complessa di ematologia dell’Asst Spedali Civili, l’unica presente nella nostra provincia e da vent’anni punto di riferimento per i bresciani e non solo. L’occasione per parlarne con la direttrice Alessandra Tucci è la giornata nazionale della lotta contro leucemia, linfomi e mieloma che ricorre oggi: «Nel dettaglio – spiega la dottoressa – lo scorso anno abbiamo diagnosticato un centinaio di leucemie acute, 450 linfomi e 150 mielomi. Si arriva a un migliaio di casi considerando anche le malattie mieloproliferative e linfoproliferative croniche».

I pazienti seguiti dalla struttura sono in progressivo aumento «non tanto – precisa – perché queste malattie colpiscano più persone. Bensì per il fatto che sono aumentate le possibilità terapeutiche». La direttrice parla di «rivoluzione» sotto il profilo diagnostico e dei trattamenti: «La diagnosi, sempre più approfondita, ci consente di conoscere le caratteristiche molecolari della patologia e di intervenire con cure sempre più personalizzate».

Nuove frontiere

Supportata da Ail (Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma) e Fael (Familiari e amici emopatici contro la leucemia), l’Ematologia nel tempo è cresciuta tantissimo: vent’anni fa era una sezione del reparto di Medicina, ora vede in un anno almeno 8.800 pazienti dai 15-18 (in base alle malattie) anni d’età. Come ci spiega la dottoressa Tucci, la leucemia è «una malattia neoplastica caratterizzata dalla proliferazione incontrollata di globuli bianchi immaturi nel midollo osseo che possono invadere il torrente circolatorio». Può essere acuta o cronica.

La diagnosi avviene con un prelievo di midollo osseo o di sangue periferico, seguono, poi, approfondimenti. In quanto a trattamenti, «oltre alla chemioterapia, ora esistono farmaci a bersaglio molecolare che in alcuni casi possono essere associati alla chemioterapia sia in prima linea che nelle recidive. C’è inoltre la strada del trapianto di midollo osseo». I linfomi sono, invece, «neoplasie del tessuto linfatico che si manifestano con l’ingrossamento dei linfonodi o si riscontrano in organi dove è presente il tessuto linfatico. Si curano con la chemioterapia o l’immunochemioterapia. Gli anticorpi monoclonali in associazione alla chemioterapia ne migliorano l’effetto».

La tendenza, per i linfomi come per i mielomi, è quella di «sfruttare il sistema immunitario dell’individuo affinché colpisca le cellule neoplastiche. Si ricorre a tal proposito agli anticorpi bispecifici che riconoscono queste cellule e richiamano i Linfociti T presenti nell’organismo che hanno la capacità di combattere la neoplasia». Tra le ultime frontiere spicca anche il ricorso alle cellule car-T: «Il trattamento in questo caso prevede una sorta di ingegnerizzazione dei linfociti T affinché riconoscano e sappiano combattere la neoplasia». Quanto, poi, ai mielomi, sono «proliferazioni anomale delle plasmacellule che invadono il midollo osseo provocando lesioni alle ossa e producono una proteina monoclonale che viene riscontrata nel sangue. Si curano oggi con farmaci che agiscono in modo più selettivo rispetto alla chemioterapia tradizionale e, nei pazienti più giovani, con l’autotrapianto di cellule staminali».

Convegno

Di «Mieloma ad alto rischio: dalla precisione della diagnosi alla personalizzazione del trattamento» si parlerà il prossimo 26 giugno al DoubleTree by Hilton Brescia di viale Europa 45. L’apertura del convegno, al via alle 13 col patrocinio della Asst Spedali Civili, sarà affidata alla dottoressa Alessandra Tucci. La ricorrenza sta a cuore anche ad Admo, l’Associazione donatori midollo osseo, che oggi e domani ospita a Brescia l’assemblea nazionale.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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