Non tutti entrano in Rsa. C’è chi resta fuori perché le liste d’attesa sono lunghe, chi perché la retta è troppo pesante, chi perché la famiglia preferisce tenere il proprio caro a casa il più possibile. E poi c’è chi, semplicemente, non è ancora pronto a lasciare le proprie abitudini, il proprio quartiere. È qui che entra in gioco l’assistenza domiciliare, affidata nella maggior parte dei casi alle badanti.
Le spese
Nel Bresciano la spesa cambia molto a seconda del bisogno, ma il riferimento di partenza è il contratto nazionale del lavoro domestico, aggiornato dal primo gennaio 2026: per una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente, livello CS, la paga minima mensile è di 1.193,84 euro. Per il livello DS, cioè assistenza più qualificata, si sale a 1.541,43 euro, secondo le tabelle Assindatcolf.
Sono però cifre di partenza: al conto reale vanno aggiunti contributi Inps, tredicesima, ferie, Tfr, eventuali sostituzioni nei giorni di riposo, vitto e alloggio. Per questo il costo effettivo per una famiglia si colloca in genere tra 1.700 e 1.900 euro al mese per una convivenza ordinaria, e può superare i 2.000 euro quando servono notti, weekend o maggiore intensità assistenziale.
Le stime di FamKare indicano per il 2026 circa 1.765 euro al mese per una badante convivente, 1.962 euro per una badante a 40 ore settimanali e 1.010 euro per 20 ore. Per l’assistenza notturna il costo indicativo arriva a 1.987 euro al mese, mentre la sola presenza notturna, quando non è richiesta assistenza continua ma solo sorveglianza, si ferma intorno a 1.280 euro. Il lavoro a ore resta la soluzione più flessibile, ma non sempre la più economica: il minimo contrattuale per una badante non convivente di livello CS è 8,30 euro l’ora.
Sul mercato, però, le famiglie finiscono spesso per spendere di più, soprattutto se chiedono esperienza, disponibilità immediata o copertura nei festivi. A Brescia e provincia, dunque, restare a casa può voler dire una spesa da poche centinaia di euro al mese fino a oltre 2.000 euro.



