La musica come cura entra nelle stanze della Residenza sanitaria assistenziale e del Centro diurno integrato Evaristo Almici di Rezzato. Qui, infatti, è stato attivato un progetto di musicoterapia pensato per accompagnare gli ospiti in un percorso di benessere, ascolto e condivisione. Un’iniziativa in cui musica, relazione ed emozioni si intrecciano per creare momenti autentici di vicinanza e partecipazione, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone accolte nelle strutture attraverso un approccio umano, attento e inclusivo.
Collaborazione
A guidare il percorso è il musicoterapeuta Stefano Anni, professionista che da anni porta la sua esperienza musicale all’interno di diverse realtà sociosanitarie della provincia. La sua sensibilità nasce anche dal passato professionale come infermiere nell’ambito dell’assistenza agli anziani, un’esperienza che gli permette di comprendere profondamente bisogni, fragilità ed emozioni degli ospiti, lavorando attraverso la musica per favorire serenità, tranquillità e benessere emotivo. Il progetto prende forma grazie alla collaborazione con le animatrici dell’Almici, Chiara ed Alessandra, e con la direttrice Sonia Tagliani, che hanno creduto fortemente in un’iniziativa capace di mettere davvero al centro la persona, valorizzandone la storia, le emozioni e le risorse ancora presenti.

In questo percorso la musica diventa uno strumento prezioso per creare relazione, risvegliare ricordi, favorire la comunicazione e sostenere il benessere globale anche nelle situazioni di fragilità cognitiva. Attraverso attività di ascolto guidato, canto e improvvisazione musicale, gli ospiti vengono coinvolti su più livelli: cognitivo, emotivo, comunicativo, relazionale e sensoriale. «I primi incontri - afferma la direttrice - hanno già dimostrato che questo tipo di terapia contribuisce a ridurre stati di ansia, agitazione e isolamento, soprattutto per certe patologie quali la demenza o altri aspetti della sfera cognitiva, rispettando i tempi e le preferenze musicali di ciascuno».
L’approccio
Particolarmente significativo è l’approccio adottato, che punta sul «fare con l’ospite» anziché sul «fare per l’ospite». In questo contesto musica e relazione assumono il valore di veri e propri «dispositivi umanizzanti», capaci di restituire centralità alla persona e di offrire uno spazio autentico di espressione, ascolto e condivisione. La musica diventa così un canale privilegiato per esprimere vissuti che spesso non trovano parole. Il progetto, avviato ad aprile, proseguirà per circa cinque mesi con appuntamenti ogni lunedì mattina; non si esclude peraltro la possibilità di dare continuità all’iniziativa anche oltre il periodo inizialmente previsto.



