Cronaca

Gli anziani aumentano, ma calano badanti e colf con contratto

Daniela Zorat
La «colpa» è dei costi. Ma Brescia resta seconda in Lombardia dopo Milano con 14.249 lavoratrici registrate nel 2024
Una badante con una signora anziana
Una badante con una signora anziana
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Contraddizioni della società moderna. Il numero delle persone anziane e bisognose di assistenza aumenta, mentre quello di colf e badanti regolarmente contrattualizzate diminuisce. Lo registra il settimo report dell’Osservatorio Domina, associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico, che ha elaborato i dati Inps relativi alla Lombardia. Presentato ieri al Pirellone, mostra subito che nel 2021 erano stati registrati 187.571 lavoratori domestici, scesi ai 158.378 del 2024. Il 55,6% di colf e il 44,4% di badanti.

A livello generale, si parla per gli anni che vanno dal ’21 al ’26 di un calo del 23,2% per le colf e del 3,6% per le badanti. Anche se, come sottolinea chi si occupa di contratti, risulta spesso molto difficile distinguere nettamente i due ruoli all’interno delle famiglie: alle badanti vengono richiesti servizi da colf e viceversa.

I dati

In Lombardia la città con più contratti registrati nel 2024 è stata Milano, ma Brescia si è piazzata al secondo posto con 7.271 colf e 6.978 badanti, davanti a Monza-Brianza, Varese, Bergamo e così via fino a Sondrio che risulta essere la città e la provincia con il minor numero di contratti ((490 colf, 955 badanti). Nella nostra provincia ci sono 5,8 collaboratrici domestiche ogni mille abitanti mentre in quella di Milano sono 16, mentre le badanti ogni 100 anziani con più di 80 anni sono 7,7 (11,9 a Milano). Com’è noto, si tratta in prevalenza di donne (86,2%), con un’età media di 51 anni. Il 26,6% convive con la famiglia o l’anziano da seguire e nell’80% dei casi si tratta di straniere: il 30% viene dall’Est Europa, il 21% dall’Asia e il 21% dall’America Latina, ma il 20% è anche di cittadinanza italiana. La retribuzione media annua è di 8.275 euro.

Il rapporto di Domina analizza anche i datori di lavoro in Lombardia. Nel 2024 sono stati 169.984 - il 9,8% dei quali grandi invalidi -, in calo del 13,6% rispetto al 2021. L’età media è di 68 anni e la prevalenza italiana (93%). La spesa annua sostenuta è di 9.796 euro per una spesa complessiva pari a 1,7 miliardi di euro.

La lettura

Ma da cosa dipende la flessione nelle registrazioni dei contratti? I fattori sono diversi. «Uno è la persistenza del lavoro sommerso dovuto alla necessità delle famiglie di contenere i costi», ritiene Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, che ha anche una serie di proposte al riguardo. Per il responsabile del Patronato Acli, Fabio Raggi, «negli anni del Covid, 2021 e 2022, avevamo registrato un incremento di registrazioni dei contratti in quanto legati alla fruizione di alcuni bonus o voucher. Terminati quelli, si è tornati nel sommerso. In questi ultimi anni però la situazione è stabile». «Il lavoro domestico segue le criticità che le famiglie devono affrontare, con stipendi e pensioni ferme da anni mentre i costi per le attività di cura crescono senza agevolazioni», aggiunge Luca Di Natale segretario di Filcams Cgil.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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