Dalla bocciatura nella corsa a Capitale verde europea alla cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, passando per il futuro di Brescia Mobilità, il Convention Bureau e una raffica di pratiche urbanistiche. Scocca alle 9 di questa mattina – a Palazzo Broletto mentre l’Aula della Loggia è in ristrutturazione – la prima seduta del Consiglio comunale di Brescia dopo la pausa estiva. La seduta si può seguire in diretta streaming qui:
Come da tradizione e da regolamento, la prima ora sarà dedicata alle interrogazioni. Ad aprire le danze sarà il centrodestra, che monopolizza i primi quattro quesiti rivolti alla Giunta. Si parte dalla sicurezza dei monopattini elettrici e dalla denuncia della situazione di degrado del parco Tarello, per passare all’aumento dei diritti di segreteria, ricerca e visura per le pratiche edilizie e urbanistiche. Quarta interrogazione, quella destinata probabilmente a scaldare maggiormente il confronto politico, sulla seconda bocciatura della candidatura di Brescia a Capitale verde europea e, più in generale, sulla gestione delle risorse e delle priorità ambientali della Loggia. Brescia puntava al titolo per il 2028 ma a luglio non è entrata tra le cinque finaliste, dopo essere già rimasta fuori dalla corsa per il 2026.
Le delibere
Esaurita l’ora delle interrogazioni, toccherà alle delibere. La prima riguarda le modifiche allo statuto di Brescia Mobilità, con relatore il vicesindaco Federico Manzoni; seguirà il riconoscimento di alcuni debiti fuori bilancio che derivano da sentenze dei giudici di pace.
Sul tavolo arriva poi un altro tassello della nuova strategia turistica cittadina: l’appendice al contratto di servizio per affidare agli Infopoint anche le attività legate allo sviluppo della destinazione Brescia nell’ambito del Convention Bureau. Il progetto, promosso da Comune e Brescia Mobilità con la Camera di Commercio, è entrato nella fase operativa quest’estate e punta in particolare sul turismo congressuale e degli eventi: una prima mappatura ha già individuato oltre cento potenziali partner.
In Aula approda anche la revisione del regolamento sull’arte di strada, varato nel 2020. L’obiettivo indicato dal Comune è aggiornare le regole dopo cinque anni di applicazione e alla luce della crescita delle richieste di utilizzo dello spazio pubblico.
Poi tocca all’urbanistica. Il Consiglio dovrà pronunciarsi sulla richiesta di Laba holding per insediare in via Malta, 8/S una nuova sede dell’istituto di formazione superiore, con cambio d’uso senza opere e deroga agli spazi per i parcheggi; sul recupero a fini residenziali di un immobile rurale dismesso in via Ponte, 31; sull’apertura di un nuovo servizio sanitario ambulatoriale in via Calatafimi, 1 e sulla trasformazione di un immobile commerciale di via Valcamonica, 29 in casa funeraria.
In mezzo c’è anche una variante al Pgt che aggiorna la componente geologica, idrogeologica e sismica dopo gli interventi di sistemazione del torrente Garzetta di Costalunga. Proprio sul reticolo del Garzetta il Comune sta portando avanti il piano di messa in sicurezza avviato dopo le esondazioni del maggio 2010: per il lotto sui rii Val Bottesa e Val Barbisona sono previsti lavori per 1,2 milioni di euro.
La revoca della cittadinanza a Mussolini
Dopo quattro petizioni popolari, l’ordine del giorno entra infine nel terreno più politico. E qui c’è una mozione che attende il suo turno da quasi due anni: quella presentata dal consigliere del Pd Andrea Curcio per revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.
La cittadinanza fu conferita il 24 maggio 1924 dal commissario prefettizio Antonio Zanon, nel pieno della campagna che portò numerosi Comuni italiani e bresciani a tributare lo stesso riconoscimento al capo del governo fascista. La mozione di Curcio è stata depositata il 28 ottobre 2024 e da allora ha atteso il proprio posto nell’ordine cronologico dei lavori del Consiglio. «Siamo la città del 28 maggio 1974, sarebbe simbolico», aveva spiegato il consigliere dem. Oggi, dopo quasi 102 anni dal conferimento e due dal deposito della mozione, il caso arriva nell’ordine del giorno dell’Aula. Sempre che i tempi del Consiglio consentano di arrivare fino al punto 27.




