I democratici conquistano il controllo di entrambe le Camere del Congresso americano. Una vittoria storica, che arriva a metà del secondo mandato di Donald Trump e rappresenta una pesante bocciatura per il presidente. Il voto alle elezioni di midterm ha premiato l'opposizione anche in Stati tradizionalmente repubblicani, dal Texas al Kansas, ribaltando gli equilibri politici a Washington.
Trump ha inizialmente attribuito la sconfitta alla propria assenza dalle schede elettorali: «Se fossi stato candidato avremmo vinto a valanga». Poi ha ammorbidito i toni, congratulandosi con i democratici e assicurando di voler collaborare con loro. Salvo pubblicare poco dopo su Truth la fotografia di un cappellino rosso, in stile Maga, con la scritta «Veto».
Ben diversa la lettura dei principali quotidiani americani. Il New York Times parla di «clamorose sconfitte a sorpresa» e di una bocciatura nazionale del presidente, il Washington Post di una «storica sconfessione». Per il Wall Street Journal è una netta bocciatura di Trump, con i democratici capaci di avanzare anche nelle roccaforti conservatrici.
Texas e Kansas
Le sconfitte più pesanti per i repubblicani arrivano da due delle loro roccaforti storiche. In Texas James Talarico ha battuto Ken Paxton, candidato sostenuto da Trump, diventando il primo democratico eletto al Senato nello Stato dal 1988. Non è tutto. Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore uscente Greg Abbott, riportando i democratici alla guida del Texas dopo oltre trent'anni. Sarà anche la prima donna di origini latinoamericane a ricoprire l'incarico.
In Kansas Adam Hamilton, pastore metodista, ha sconfitto il senatore repubblicano uscente Roger Marshall. Per trovare l'ultima elezione di un democratico al Senato in questo Stato bisogna tornare al 1932. Quasi un secolo fa.
North Carolina e Georgia
In North Carolina l'ex governatore Roy Cooper ha sconfitto Michael Whatley, un altro candidato sostenuto direttamente da Trump. In Georgia, Stato conquistato dal presidente alle elezioni del 2024, Jon Ossoff ha ottenuto la riconferma al Senato battendo Mike Collins. Una vittoria che potrebbe rafforzare le sue ambizioni in vista delle presidenziali del 2028.
Ancora più significativo il risultato delle elezioni per il governatore. Keisha Lance Bottoms, ex sindaca di Atlanta, ha sconfitto il repubblicano Rick Jackson, diventando la prima donna afroamericana eletta alla guida di uno Stato americano. Anche in questo caso i democratici interrompono un lungo dominio repubblicano, durato quasi trent'anni.
Maine e South Carolina
La vittoria democratica si estende anche al Maine, dove Troy Jackson ha sconfitto la senatrice repubblicana Susan Collins, una delle figure più conosciute dell'ala moderata del partito. In South Carolina Annie Andrews ha battuto Darline Graham, candidata sostenuta da Trump, conquistando un altro seggio in uno Stato tradizionalmente conservatore.
Ohio, Iowa e le altre conferme
In Ohio Sherrod Brown torna al Senato dopo aver sconfitto il repubblicano Jon Husted. In Iowa Josh Turek ha conquistato un seggio che era nelle mani dei repubblicani. Due vittorie che contribuiscono a spiegare come i democratici siano riusciti a ribaltare gli equilibri della Camera alta.
Nel New Hampshire Chris Pappas è diventato il primo uomo dichiaratamente omosessuale eletto al Senato americano. In Virginia Mark Warner ha ottenuto la riconferma, mentre in California Xavier Becerra succederà a Gavin Newsom come governatore. Confermati anche i governatori democratici di Pennsylvania, Maryland, Illinois e Massachusetts.
Il quadro non è però uniforme. La Florida resta repubblicana: Ashley Moody conserva il seggio al Senato, mentre Byron Donalds conquista la carica di governatore.
La bocciatura di Trump
A pesare sul risultato sono stati soprattutto il costo della vita, l'inflazione e il malcontento per le scelte economiche della Casa Bianca. Anche la guerra in Iran ha contribuito ad alimentare le preoccupazioni degli americani, soprattutto per le conseguenze sui prezzi dell'energia.
Per Trump si aprono ora due anni politicamente complicati. Con il Congresso controllato dall'opposizione, il presidente dovrà fare i conti con maggioranze ostili, possibili inchieste parlamentari e una capacità di manovra decisamente ridotta. Il potere di veto resta nelle sue mani, ma non basterà a governare senza compromessi.
Per i democratici, invece, è il primo vero rilancio dopo la sconfitta del 2024. Una vittoria che restituisce forza al partito, ma apre anche una nuova partita: quella tra l'ala moderata e quella progressista, chiamate a trovare una sintesi in vista delle presidenziali del 2028.



