Pierfrancesco Maran, europarlamentare dei Socialisti e Democratici ed eletto nelle file del Pd, è stato ieri a Brescia e ha incontrato gli esponenti dem locali, per poi visitare Confindustria Brescia e confrontarsi coi rappresentanti sindacali provinciali.
On. Maran, partiamo dal Cbam. Il Parlamento ha appena approvato le modifiche al meccanismo e il dossier passa ora al negoziato con il Consiglio. La Commissione proponeva di estenderlo a 180 prodotti a valle, mentre Envi aveva chiesto un ampliamento maggiore. Qual è il risultato che considera indispensabile perché il Cbam protegga davvero l’industria europea?
Il Cbam è un “dazio sul carbonio" che serve a garantire una competizione ad armi pari. Fa pagare un prezzo per le emissioni contenute nei prodotti che entrano in Europa, evitando che le nostre imprese siano penalizzate da una concorrenza sleale. Per funzionare, però, non può coprire solo materiali grezzi, ma anche i prodotti lavorati. Raccogliendo le richieste arrivate dall’industria bresciana, abbiamo spinto per includere nel meccanismo un numero crescente di prodotti, tra cui ruote ferroviarie e componentistica in acciaio. Il Cbam è un esempio concreto di politica climatica che accompagna e protegge il nostro tessuto produttivo. Il voto in Parlamento è stato un primo passo positivo e lavoreremo per difenderlo nei prossimi mesi.
Quali sono le richieste dell’industria lombarda? Cosa può fare concretamente l’Europa?
L'industria lombarda – come quella di tutto il Paese – chiede costi energetici bassi, tutela dalla concorrenza sleale e opportunità di crescita. L’Europa può intervenire nel breve termine, usando strumenti come il Cbam per tutelare eccellenze lombarde. Nel medio termine dobbiamo però creare le condizioni per essere più competitivi. Oggi abbiamo un’opportunità unica: l’Europa ha attivato uno spazio fiscale per permettere ai governi di investire nella sicurezza energetica. L’Italia potrà finanziare a debito fino a 14 miliardi per aumentare la produzione di energia domestica e ridurre bollette per le imprese. L'obiettivo è creare condizioni stabili perché le nostre aziende continuino a crescere, innovare e creare lavoro.

Per la siderurgia bresciana il rottame è una materia prima fondamentale. Come può l’Ue garantirne disponibilità e prezzi competitivi?
Il rottame è una risorsa strategica per la siderurgia bresciana ed è importante garantire che sia accessibile a prezzi ragionevoli. Per farlo, dobbiamo garantire una disponibilità a livello domestico. Abbiamo lavorato nel dossier Cbam per aggiustare misure potenzialmente distorsive che rischiavano di aumentare l’utilizzo di rottame europeo da parte di aziende straniere. Ma dobbiamo fare un passo ulteriore, limitando la fuga di rottame europeo verso Paesi extra-Ue con standard inferiori ai nostri. Stiamo lavorando in Europa su entrambi questi fronti.

Quali sono oggi le tre priorità europee per difendere la competitività dell’industria lombarda e bresciana?
Rafforzare la competitività dell’industria è fondamentale, e deve tradursi in nuovi posti di lavoro e stipendi buoni. È su questi principi che vogliamo impostare il nostro lavoro in Europa. Primo: difendere le nostre imprese dalla concorrenza sleale, con strumenti come il Cbam. Secondo: abbassare i costi energetici per le imprese puntando su fonti rinnovabili, capacità di accumulo e reti interconnesse. Terzo: creare nuove opportunità puntando sull’economia circolare e stringendo nuovi accordi commerciali per garantire l’accesso a nuovi mercati.



