Brescia consolida il primato nell’export siderurgico italiano. Nel primo semestre 2026 la nostra provincia ha esportato prodotti della siderurgia per 1,077 miliardi di euro, il 7,1% in più rispetto agli 1,006 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il risultato vale il primo posto tra i poli italiani e amplia il vantaggio su Udine, seconda provincia italiana con 980 milioni (+5,3%): la distanza tra le due province passa da 74,7 a 96,5 milioni di euro. Sul terzo gradino resta Cremona, che con 873 milioni segna la crescita più forte della top ten (+12,6%). L’analisi è stata dall’Ufficio Studi siderweb su dati Istat.
I prodotti
A trainare Brescia sono i prodotti siderurgici veri e propri, che con 749 milioni pesano oltre due terzi del totale e crescono del 7,8%. Ancora meglio vanno gli altri prodotti della prima trasformazione, saliti a 204 milioni (+21,5%). Cede invece il comparto di tubi, raccordi e curve, a 124 milioni (-13,6%). Sul fronte nazionale i prodotti siderurgici valgono 5,2 miliardi (+2,1%), i tubi 3,4 miliardi (-5,6%) e gli altri prodotti di prima trasformazione 1,9 miliardi (+4,5%). Nei primi dieci poli i prodotti siderurgici valgono 3,5 miliardi (+3,2%), i tubi 2,3 miliardi (-1,3%) e gli altri prodotti di prima trasformazione 1 miliardo (+5,2%).
Il peso di Brescia è decisivo: da sola vale circa il 10% dell’export nazionale del comparto e oltre il 15% di quello dei primi dieci poli. I suoi 71 milioni di euro in più in dodici mesi spiegano più della metà dell’aumento complessivo dei dieci distretti, circa 131 milioni.
I 10 poli
I primi dieci poli hanno sfiorato i 6,9 miliardi di export, con un incremento dell’1,9%. Un passo più rapido rispetto al dato nazionale, sostanzialmente stabile a 10,5 miliardi di euro: -0,1% in valore e +0,2% in quantità, per effetto di prezzi di vendita in lieve calo. Tra i territori il quadro è a due velocità. Milano sale di due posizioni al quinto posto (+4,5%), mentre Bergamo ne cede due con un export in flessione del 19,5%. Lecco chiude la top ten con -3%, Mantova, quarta, arretra del 5,8%. Crescono Terni (+7,8%) e Reggio Emilia (+11,1%), Vicenza resta ferma. Taranto è fuori dalla top 20, con un export crollato dell’86,5%.
Cambia anche il fronte delle importazioni: i primi dieci poli acquistano dall’estero il 9,2% in meno (5,3 miliardi contro 5,8), mentre a livello nazionale il calo è del 13% in valore, a 9,4 miliardi. La flessione riguarda soprattutto i prodotti siderurgici (-14%) e i tubi (-13,3%), mentre gli altri prodotti di prima trasformazione restano stabili. Brescia importa per 448 milioni, il 12,9% in meno. Pesa in particolare il crollo dei flussi extra Ue, -22,5% in quantità (circa 1,6 mln di tonnellate), che siderweb collega anche all’entrata a regime del Cbam, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.



