La politica torna in aula, ma per qualche mese dovrà cambiare casa. Da questa mattina il Consiglio comunale lascia infatti Palazzo Loggia e si trasferisce a Palazzo Broletto, dove si riunirà fino al termine dei lavori di riqualificazione dell’aula consiliare. Il cambio di scenario, però, rischia di passare presto in secondo piano: l’ordine del giorno di oggi mette infatti sul tavolo due dei dossier che più hanno fatto discutere nelle ultime settimane: l’assestamento di bilancio e il futuro dell’ex Pietra Curva.
La seduta è iniziata alle 9, qui è possibile seguire la diretta streaming:
Molestie in UniBs
«Non eravamo al corrente del report, ma quei numeri non mi hanno stupita». È attorno a questa frase dell’assessora alle Pari opportunità Anna Frattini che in Consiglio comunale si è sviluppato il confronto sul caso delle molestie emerse all’Università degli Studi di Brescia. A portare la vicenda in aula è stata un’interrogazione del centrodestra, che ha chiesto conto del ruolo svolto dal Comune, ente capofila della rete territoriale antiviolenza, dopo la raccolta delle segnalazioni anonime confluite nel report.
Il dibattito si è concentrato soprattutto su due aspetti: da una parte la conoscenza, da parte dell’amministrazione comunale, del documento prima della sua pubblicazione; dall’altra le iniziative messe in campo, o ritenute insufficienti dall’opposizione, per sostenere le vittime e prevenire nuovi episodi.
A introdurre l’interrogazione è stato il consigliere della Lega Fabio Rolfi, che ha spiegato di aver voluto portare il tema in aula «per dare alta l’attenzione» su una vicenda che ha coinvolto non solo l’università ma l’immagine stessa della città. Pur riconoscendo i limiti di competenza del Comune rispetto all’ateneo, Rolfi ha chiesto se Palazzo Loggia fosse stato informato dell’esistenza del report e quali iniziative siano state assunte in coerenza con il protocollo della rete territoriale antiviolenza sottoscritto anche dall’Università.
Nella risposta, l’assessora Anna Frattini ha chiarito anzitutto che Palazzo Loggia non era a conoscenza dell’esistenza del report prima della sua pubblicazione. «No, non eravamo al corrente della stesura del report prima che venisse reso pubblico», ha affermato. Frattini ha però aggiunto che la lettura delle testimonianze raccolte non l’ha sorpresa: «Leggere quei numeri e quelle testimonianze non mi ha particolarmente stupita, perché sono l’esito di dinamiche di potere che vediamo all’opera ovunque». Ha precisato che ciò «non è la normalità», ma rappresenta «una dinamica nota purtroppo», soprattutto nei contesti caratterizzati da rapporti gerarchici, come quelli tra docente e studente o tra medico e specializzando.
L’assessora ha invece definito «audace» la scelta dell’Università di dotarsi di uno strumento di questo tipo, sottolineando come abbia apprezzato «la capacità dei ragazzi e delle ragazze di dare un nome a queste circostanze e di non volerle riconoscere come normali». Un cambiamento che, secondo Frattini, è frutto sia di una maggiore sensibilità maturata nel tempo sia del contesto costruito dall’ateneo attraverso organismi e politiche dedicate alle pari opportunità, dal Centro di studi di genere al Gender Equality Plan.
Sul ruolo dell’amministrazione comunale, Frattini ha ricordato che il protocollo della rete antiviolenza, deliberato nel 2014 e successivamente aggiornato, attribuisce al Comune un ruolo di coordinamento, «non una posizione gerarchica rispetto agli altri enti». E, ancora: «Il Comune, in qualità di ente capofila, ha un ruolo di coordinamento, raccordo e facilitazione. Non possiede poteri di sorveglianza, controllo diffuso o sanzione», ha spiegato. Quanto alle iniziative future, l’assessora ha annunciato che il Comune continuerà a seguire i lavori della cabina di regia istituita dall’Università. Dall’inizio del prossimo anno accademico, ha riferito, l’ateneo introdurrà «iniziative concrete e percepibili dalla comunità studentesca», tra cui una formazione obbligatoria per i ruoli apicali e un nuovo accordo con i centri antiviolenza.

Frattini ha inoltre ricordato altri due progetti sostenuti dal Comune grazie a un finanziamento regionale: la nascita di un Osservatorio sulla violenza di genere, destinato a raccogliere e analizzare dati provenienti da Procura e centri antiviolenza, e l’avvio, da gennaio, di un corso di perfezionamento sulla violenza di genere.
Nella replica, Massimiliano Battagliola si è detto non soddisfatto della risposta, sostenendo che proprio le considerazioni svolte dall’assessora dimostrino la necessità dell’interrogazione.
Pur ribadendo il rispetto della presunzione di innocenza e il ruolo esclusivo della magistratura nell’accertamento dei fatti, il consigliere ha contestato la mancanza di iniziative concrete dopo la raccolta delle segnalazioni.
«Dal 2023 al 2026 non mi risulta nulla di concreto fatto dall’ente capofila», ha affermato. «Se nel 2026 non ci fosse stato un articolo di stampa, non mi risulta che dal 2023 siano stati posti in essere interventi per andare incontro ai ragazzi che hanno denunciato questi fatti». Battagliola ha richiamato anche i dati Istat sul basso numero di denunce per questo tipo di reati, attribuendolo a fattori come il timore di ritorsioni, la scarsa fiducia nei canali ufficiali e la vittimizzazione secondaria. Per questo ha sostenuto la necessità di rafforzare gli strumenti di ascolto. «Occorre fare qualcosa in più perché questo sommerso venga portato a conoscenza della magistratura», ha concluso, proponendo l’istituzione di uno sportello dedicato che possa accompagnare e sostenere le persone che intendano denunciare episodi di molestie o violenza. «Questi ragazzi devono avere la forza concreta di sentirsi aiutati e spalleggiati in un percorso così difficile e delicato».
I servizi igienici
È Carlo Andreoli (Fratelli d’Italia) ad avviare la prima ora dedicata alle interrogazioni. E lo fa «portando le istanze di lavoratori che vengono da tempo ignorate, nonostante le raccolte firme». Al centro, c’è la richiesta di disponibilità di servizi igienici per il personale di Brescia Trasporti nei capolinea cittadini.
Ribatte il vicesindaco Federico Manzoni: «Il contratto è in seno all’Agenzia Tpl che sta facendo delle valutazioni. Il tema sollevato è stato nel corso degli anni sollevato dalle parti sindacali: gli autisti possono fruire di locali loro dedicati e possono usare gratuitamente e senza esigenza di consumazione alcuni esercizi commerciali convenzionati lungo i tragitti. Viene periodicamente svolta una ricognizione: quest’anno è stata eseguita a maggio e i rappresentanti sindacali hanno ritenuto di non partecipare. Sono poi stati resi accessibili i servizi igienici posti nei parcheggi scambiatori. La copertura del territorio comunale della città è garantita, resta da trovare una soluzione in alcuni dei tratti dell’hinterland».
Una risposta, quella del titolare della delega alla Mobilità, che non soddisfa Andreoli: «Si ripete come al solito lo scaricabarile senza mai vedere le problematiche del territorio – ribatte -. Da mesi si chiede di affrontare la questione degli autisti, che non riguarda solo i servizi igienici ma anche altre criticità, perché vivono situazioni di violenza e di criticità: sembra però impossibile parlarne».
I dossier
Il confronto politico entrerà nel vivo subito dopo. L’assessore al Bilancio Marco Garza porterà in aula l’assestamento del bilancio di previsione 2026-2028 e il Documento unico di programmazione 2027-2029, il passaggio politico di metà anno che offre una fotografia dello stato dei conti del Comune e diventa terreno di scontro tra maggioranza e opposizioni sulle priorità della città.

L’altro punto destinato ad accendere il dibattito riguarda l’urbanistica e, in particolare, il destino dell’ex Pietra Curva. Dopo settimane di confronto politico, il Consiglio sarà infatti chiamato a esprimersi sull’interesse pubblico del progetto di recupero del complesso di via Orzinuovi presentato da Turboden, che prevede deroghe allo strumento urbanistico e incrementi edificatori. Un voto che arriva dopo le polemiche delle ultime settimane esplicitate in Commissione.




