Politica

Bagnolo, Godizzi scrive a Meloni contro Almici: «Clima avvelenato»

Il primo cittadino di centrosinistra si appella direttamente alla premier per denunciare forti tensioni in paese (tra cui una richiesta di risarcimento da 116mila euro). La replica della deputata di FdI ed ex sindaca: «Un attacco personale per mettermi in cattiva luce»
Alessandra Portesani
Il sindaco Stefano Godizzi e l'onorevole Cristina Almici © www.giornaledibrescia.it
Il sindaco Stefano Godizzi e l'onorevole Cristina Almici © www.giornaledibrescia.it

Un appello diretto alla premier Giorgia Meloni, leader al contempo di Fratelli d’Italia, il partito cui appartiene Cristina Almici, deputata e capogruppo di minoranza in Consiglio comunale a Bagnolo Mella. Proprio la parlamentare bresciana, infatti, è al centro della lettera con cui il sindaco del Comune bassaiolo, Stefano Godizzi eletto con il sostegno di una civica di centrosinistra, si è rivolto alla presidente del Consiglio dei ministri per denunciare «un clima politico ormai avvelenato» e chiedere un ritorno «a un confronto politico più civile e costruttivo». Lo aveva promesso e alla fine lo ha fatto.

La missiva

Giovedì il primo cittadino di Bagnolo Mella ha inviato una lunga missiva a Palazzo Chigi lamentando il fatto che il confronto politico nel suo Comune abbia superato i limiti «della decenza e del normale dibattito democratico», trasformandosi in una «lotta senza quartiere conto tutto e tutti».

Nella missiva, il primo cittadino sostiene che la situazione si sia progressivamente aggravata dopo le elezioni amministrative del 2024, che hanno segnato la sconfitta dell’ex sindaca Cristina Almici. Secondo Godizzi, le tensioni politiche avrebbero coinvolto anche numerose realtà del territorio. Nella lettera cita associazioni di volontariato accusate, a suo dire senza fondamento, di arrecare danni al patrimonio comunale o di non rispettare gli obblighi fiscali, così come volontari impegnati nella manutenzione del verde pubblico, finiti al centro di contestazioni sulla sicurezza.

Godizzi riferisce inoltre alla Meloni di essere stato destinatario di una richiesta di risarcimento da oltre 116mila euro, «promossa – secondo quanto scrive – per un presunto danno all’attività professionale della parlamentare, che avrebbe subito una perdita di clienti». Un’iniziativa che il sindaco definisce «senza precedenti e priva di fondamento». Nelle conclusioni il sindaco ribadisce di riconoscere pienamente il ruolo e i diritti dell’oppsizione, ma invita a distinguere il confronto politico dalla diffusione di accuse e allarmismi che, a suo giudizio, finiscono per danneggiare l’intera comunità.

La richiesta di intervento

E infine chiede un intervento diretto della Meloni affinché possa essere favorito un confronto politico più sereno e costruttivo: nelle conclusioni della lettera, Godizzi spiega di aver deciso di rivolgersi direttamente alla presidente del Consiglio «nell’interesse della comunità», con l’auspicio che possa essere ripristinato «un confronto più sereno e più costruttivo, pur nella diversità delle opinioni». Il sindaco si rivolge quindi alla Meloni chiedendole «di contribuire a rendere il clima politico di Bagnolo Mella meno turbolento e avvelenato», aggiungendo che, se ciò avvenisse, «l’intera comunità gliene sarebbe grata».
Difficile tuttavia non cogliere l’evidente provocazione politica: un sindaco di centrosinistra che si appella alla leader del centrodestra, oltre che premier, per frenare i presunti eccessi di una esponente dello stesso partito di Meloni, costituisce anche agli occhi del più distratto frequentatore della vita amministrativa del paese un tentativo di mettere in imbarazzo il movimento avversario. Ma a giudicare dal tenore della replica di Almici – che non si è fatto attendere -, l’esito pare di segno ben diverso.

La replica di Almici

«Nell'apprendere di questa iniziativa – scrive infatti la deputata di FdI – sono rimasta senza parole. Ritengo che in questo modo si sia toccato il fondo. Anche se, pensandoci bene, la cosa non sorprende più di tanto nell'atteggiamento di chi ha sempre cercato di allontanare la verità travestendosi da vittima. Nella lettera si parla di riappacificare il clima a Bagnolo. Ancora una volta parole vuote alle quali corrispondono fatti diametralmente opposti. In realtà questo tentativo di mettermi in cattiva luce davanti ai massimi esponenti del partito che rappresento a livello nazionale non è altro che l'ennesimo attacco a livello personale.

Se l'intenzione era quella di frenare il mio impegno a tutela dei cittadini bagnolesi e di cercare di interrompere l'attento controllo di quanto avviene a livello amministrativo, mi dispiace deludere l'autore di questo gesto così roboante, ma devo dire che non è riuscito nel suo obiettivo. Al contrario, proprio in ossequio ai doveri di chi fa Opposizione in Amministrazione, continuerò a dedicare l'attenzione e la voglia di fare che merita la comunità di Bagnolo e che, certo, non sta ricevendo da questa Amministrazione. Non mi sembra che segnalare i disservizi e i ritardi di questa Giunta possa venire considerato un insulto. Ben più grave è il comportamento di chi attacca alle spalle, indossando falsamente l'abito della vittima. Una grossa delusione dal punto di vista umano, che, però, non mi induce certo a limitare l'impegno per il mio paese».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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