Cronaca

Bagnolo Mella, post social «incriminati»: Almici fa causa al sindaco

L’onorevole, ex primo cittadino e ora in opposizione, ha chiesto 116.905 euro per risarcimento danni
Alessandra Portesani
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Bagnolo Mella, l'ex sindaco fa causa al sindaco

Un conto «salatissimo» per alcuni post pubblicati sui social: a Bagnolo Mella la querelle politica finisce per vie legali. Ammonta infatti a 116.905 euro la richiesta di risarcimento danni inviata dall’onorevole Cristina Almici, capogruppo di minoranza in Consiglio comunale, al sindaco Stefano Godizzi.

Il caso

A comunicare la questione è stato proprio il primo cittadino attraverso un comunicato stampa. «Circa metà della somma 58.160,01 euro – precisa Godizzi – mi è stata chiesta perché l’onorevole Almici avrebbe patito un calo della clientela del suo studio da commercialista negli anni 2016-2024 – quindi pure otto anni prima della frase "incriminata" –; e l’altra metà, 58.745,00 euro perché, sempre stando a quanto riportato nelle carte dell’avvocato, l’avrei diffamata citando un processo noto a tutti, nel quale lei nel 2022 non c’era nemmeno».

Nel mirino della diffida anche altri post risalenti al 2021 e al 2022: uno di questi riguarda dei fondi Covid, in cui Godizzi, che allora sedeva fra i banchi della minoranza, faceva riferimento ai tempi di distribuzione delle risorse. Alla richiesta dell’onorevole si aggiunge quella dell’ex segretario comunale Giampaolo Brozzi, che avrebbe chiesto 82.105 euro anche per la mancata conferma dell’incarico.

Il Municipio di Bagnolo Mella - © www.giornaledibrescia.it
Il Municipio di Bagnolo Mella - © www.giornaledibrescia.it

«Accuse stravaganti»

Il comunicato diffuso dal primo cittadino parla chiaro: l’iniziativa legale non avrà alcuna ricaduta sull’attività amministrativa né sulle casse comunali. «Si tratta di accuse talmente stravaganti, fuori tempo e fuori luogo, che non meriterebbero replica – precisa il sindaco Godizzi –, ma il tema qui è un altro: si vuole colpire il sindaco per bloccare le attività del comune?».

La replica

Pronta la risposta della Almici. «L’azione legale che ho intrapreso ha un solo obiettivo: difendere la mia dignità personale – spiega –. Godizzi, ancora una volta, prova a screditarla, come accade da quindici anni, nascondendosi dietro presunte motivazioni politiche e usando la politica come alibi per attacchi personali. La realtà è diversa: questa è una vicenda esclusivamente personale, che riguarda responsabilità individuali».

«Non c’entra il Comune, non c’entra l’Amministrazione, non c’entra l’attività politica. Il tentativo di confondere i cittadini facendo credere il contrario è profondamente scorretto. In questi anni gli attacchi sono stati continui, in Consiglio comunale, nelle riunioni e sui social. Avevo invitato ad abbassare i toni, ma senza esito. A un certo punto difendere la propria dignità non è più una scelta, è un dovere. Io continuo a svolgere il mio ruolo istituzionale con serietà, al lavoro per i cittadini che mi hanno votato e che rappresento».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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